Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, torna al centro delle cronache. Durante la dragatura di un canale a Tromello, nel Pavese, è stato ritrovato un martello (la notizia su L’Unione Sarda) che potrebbe corrispondere all’arma del delitto di Chiara Poggi mai individuata in questi anni. Le operazioni sono state disposte dalla Procura di Pavia e condotte con il supporto di vigili del fuoco e protezione civile.

L’oggetto metallico rinvenuto è ritenuto “interessante” dagli inquirenti perché nella casa di Chiara mancava proprio un martello, come riportato fin dall’inizio dai genitori della giovane. Tutti gli altri attrezzi, compresi quelli da camino, risultano ancora presenti. Gli accertamenti sul martello sequestrato saranno fondamentali per stabilire una possibile compatibilità con le ferite della vittima.
Le ricerche si sono concentrate nei pressi della casa dove viveva la nonna delle gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara. Un supertestimone ha raccontato in TV di aver visto una donna – ritenuta Stefania Cappa, mai indagata – gettare un oggetto metallico nel fiumiciattolo. Dichiarazioni incrociate con quelle, poi ritrattate, di Marco Muschitta, tecnico del gas che disse di aver visto una ragazza bionda allontanarsi in bici dalla villa con un oggetto simile a un attizzatoio.
Nel frattempo, i carabinieri hanno eseguito nuove perquisizioni nelle abitazioni di Andrea Sempio, già indagato in passato e ora nuovamente al centro dell’inchiesta. Ispezionate anche le case dei suoi amici Mattia Capra e Roberto Freddi, frequentatori della villa Poggi all’epoca dei fatti, ma non indagati. Sequestrati computer, vecchi telefoni, appunti, quaderni e attrezzi da lavoro.
Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere come unico colpevole, la Procura di Pavia – con il procuratore aggiunto Stefano Civardi e la pm Valentina De Stefano – ha riaperto le indagini con un nuovo scenario investigativo. Si ipotizza che l’arma del delitto possa essere un oggetto metallico simile a un attizzatoio o un martello. Le analisi in corso diranno se quanto trovato a Tromello possa corrispondere a quell’oggetto.
Mentre si attende l’incidente probatorio chiesto dai pubblici ministeri, l’Italia torna a interrogarsi sull’omicidio di Chiara Poggi. Dopo 18 anni e una sentenza definitiva, nuovi elementi potrebbero portare a una svolta clamorosa in uno dei più intricati misteri giudiziari italiani.
A cura di Riccardo Spignesi – Giornalista di Unionesarda.it
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina