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Manuela Murgia: esperto di fama nazionale nel team investigativo Giuseppe Valdes
Il caso di Manuela Murgia, la giovane trovata morta nel febbraio 1995 nel canyon di Tuvixeddu a Cagliari, torna al centro dell’attenzione. Inizialmente archiviato come suicidio, il caso non ha mai convinto la famiglia, che ha sempre sostenuto l’ipotesi di omicidio. Oggi, dopo quasi trent’anni, le indagini sono state riaperte, grazie anche alla relazione del medico legale Roberto De Montis, che ha evidenziato elementi inquietanti, tra cui una possibile violenza sessuale e la teoria che Manuela non si sia lanciata, ma sia stata investita da un’auto.

Una svolta significativa arriva con l’ingresso nel team investigativo del Professor Emiliano Giardina, nominato consulente di parte dalla famiglia Murgia, tramite il legale Bachisio Mele. La comunicazione è stata inviata al Pubblico Ministero Pani.
Il Professor Giardina è una figura di spicco nel campo della genetica forense, noto a livello nazionale per aver lavorato su casi di rilievo come quello di Yara Gambirasio. La sua presenza nel caso potrebbe risultare decisiva per l’identificazione di eventuali responsabili.
Nel caso della giovane Yara Gambirasio, fu proprio Giardina a contribuire all’identificazione dell’“ignoto uno”, partendo da un profilo biologico isolato sul corpo della vittima. Quel lavoro di altissima complessità si concluse con l’individuazione dell’autore del delitto.
Nel caso di Manuela Murgia, sottolinea l’avvocato Mele, il campo potrebbe essere più ristretto, facilitando le indagini. Analizzare le tracce biologiche presenti sugli indumenti originali di Manuela potrebbe portare alla scoperta di profili genetici rilevanti.
Il focus delle nuove indagini è ora sull’abbigliamento indossato da Manuela al momento della morte. Il team del Professor Giardina lavorerà a Roma, in un centro specializzato, per eseguire test di tipizzazione e identificazione del DNA.
Trovare un profilo genetico non equivale automaticamente a scoprire il colpevole, ma indica che la persona era fisicamente presente sulla scena del crimine. Sarà poi necessario capire il contesto e la ragione della presenza di quell’individuo.
Le tempistiche per ottenere i risultati non saranno brevi. La procedura include il coinvolgimento dei consulenti delle parti, e resta da stabilire se si procederà tramite incidente probatorio o accertamento irripetibile.
Secondo l’avvocato Mele, sarà difficile avere risultati prima dell’estate. È più realistico pensare a novità in autunno, considerando i tempi tecnici e la possibilità di ripetere le analisi in base alla quantità e qualità del DNA trovato.
La riapertura del caso rappresenta un momento fondamentale per i familiari di Manuela, che dall’ottobre 2023 hanno finalmente avuto accesso agli atti e potuto riavviare il procedimento. Se i primi risultati arriveranno entro fine 2025, sarà un enorme passo avanti verso la verità e la giustizia.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 02-05-2025
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