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Paolo Truzzu attacca la Giunta Todde: sanità e trasporti Giulio Zasso, Michele Ruffi, Paolo Truzzu
La nuova legge elettorale, le difficoltà della sanità sarda, il futuro degli aeroporti della Sardegna e i problemi della continuità territoriale sono i principali temi affrontati da Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale ed ex sindaco di Cagliari. L’esponente del centrodestra analizza gli scenari politici nazionali in vista delle prossime elezioni politiche e critica diverse scelte della Giunta regionale guidata da Alessandra Todde.
Sul piano nazionale, Truzzu difende la riforma della legge elettorale, sostenendo la necessità di garantire stabilità politica e governabilità. In Sardegna, invece, concentra le proprie critiche sulla gestione del sistema sanitario, sul ricorso alle consulenze regionali e sulle prospettive del sistema aeroportuale. Tra le questioni affrontate anche il trasporto aereo, il principio di insularità e il potenziamento dei collegamenti tra Cagliari e i comuni dell’area metropolitana.

Per Paolo Truzzu, il principale obiettivo della nuova legge elettorale è consentire agli elettori di individuare con maggiore chiarezza la coalizione destinata a governare il Paese. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, il precedente sistema avrebbe lasciato spazio al rischio di maggioranze fragili e situazioni di stallo, come dimostrerebbero le diverse formule di governo che si sono alternate nella precedente legislatura.
Truzzu sottolinea che il nuovo meccanismo punta a garantire una maggioranza parlamentare alla coalizione vincente, subordinatamente al raggiungimento della soglia prevista del 42%. La componente proporzionale, secondo la sua analisi, permetterebbe inoltre di assicurare una rappresentanza parlamentare alle diverse forze politiche, in un quadro caratterizzato da una crescente frammentazione.
Il tema riguarda anche i partiti minori e le formazioni autonomiste, particolarmente rilevanti nel panorama politico sardo. Truzzu non ritiene che le nuove regole compromettano necessariamente il loro ruolo, evidenziando come queste forze possano trovare rappresentanza all’interno delle coalizioni. Un elemento che pesa sulla competizione elettorale è anche la riduzione dei seggi parlamentari assegnati alla Sardegna, passati, secondo quanto ricordato dal capogruppo, da 25 deputati a 15.
Tra gli aspetti della riforma che Truzzu considera positivi c’è il ritorno delle preferenze, seppure con la presenza di capilista bloccati. La possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i candidati rappresenta, a suo giudizio, un elemento importante per rafforzare il rapporto tra cittadini ed eletti e valorizzare la partecipazione democratica.
In vista delle prossime elezioni politiche, il capogruppo di Fratelli d’Italia difende anche l’operato del Governo guidato da Giorgia Meloni. Truzzu ritiene che l’esecutivo abbia affrontato una fase internazionale complessa, segnata da conflitti e tensioni geopolitiche, mantenendo la stabilità politica e intervenendo sui conti pubblici. Pur riconoscendo la presenza di problemi ancora aperti, considera l’azione del Governo complessivamente orientata alla gestione delle difficoltà economiche e internazionali.
La sanità regionale rappresenta uno dei principali terreni di scontro tra Fratelli d’Italia e la maggioranza guidata da Alessandra Todde. Secondo Truzzu, a circa due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta non si sarebbero registrati i miglioramenti promessi durante la campagna elettorale. Al contrario, il capogruppo denuncia un peggioramento di alcune criticità e una situazione organizzativa che, a suo giudizio, appare priva di una guida sufficientemente incisiva.
Le difficoltà riguardano sia i grandi ospedali sia l’assistenza sanitaria territoriale, con ripercussioni su pazienti, operatori sanitari e lavoratori del settore. Truzzu richiama inoltre le decisioni giudiziarie che hanno interessato l’organizzazione sanitaria regionale, interpretandole come un segnale delle difficoltà incontrate dalla strategia della Giunta.
La proposta avanzata dall’esponente di Fratelli d’Italia è quella di affidare la gestione della sanità a un assessore che possa occuparsene a tempo pieno. Per Truzzu, la complessità del sistema sanitario richiede una presenza costante e una responsabilità politica specifica, difficilmente conciliabili con gli altri impegni legati alla presidenza della Regione.
Al centro delle critiche anche il ricorso alle consulenze esterne e agli staff di supporto della Presidenza e della Giunta regionale. Truzzu precisa di non essere contrario in linea di principio ai consulenti, riconoscendo che in determinate circostanze le competenze specialistiche possono offrire un contributo utile all’amministrazione pubblica. La contestazione riguarda soprattutto la coerenza tra le posizioni politiche sostenute in passato e le scelte compiute dall’attuale maggioranza.
Secondo il capogruppo, esponenti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle avevano criticato nella precedente legislatura il ricorso agli staff e alle consulenze, arrivando a utilizzare l’espressione poltronificio. Una volta al governo della Regione, tuttavia, la maggioranza avrebbe mantenuto il sistema e continuato a nominare consulenti, alcuni dei quali, secondo Truzzu, presenterebbero competenze non sufficientemente chiare.
L’esponente di Fratelli d’Italia contesta anche il collegamento tra queste nomine e la necessità di recuperare i ritardi nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). A suo giudizio, occorre distinguere le consulenze politiche e gli incarichi fiduciari dalle professionalità tecniche selezionate attraverso procedure specifiche per seguire i progetti finanziati con le risorse del Piano.
Truzzu ritiene che la Regione debba valorizzare innanzitutto le competenze già presenti nella struttura amministrativa, che conta migliaia di dipendenti. Le consulenze esterne possono essere giustificate quando servono conoscenze specialistiche non disponibili internamente, come nel caso di questioni complesse legate al mercato aeroportuale, ma dovrebbero rispondere a esigenze concrete e verificabili.
Il futuro degli aeroporti della Sardegna è un altro dei temi sui quali Paolo Truzzu esprime una posizione netta. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ritiene strategico mantenere un forte controllo pubblico sul sistema aeroportuale, considerato fondamentale per i collegamenti dell’Isola con il resto d’Italia e con l’estero. Per questo manifesta perplessità sulla prospettiva di una fusione tra gli aeroporti sardi, sostenendo che la soluzione proposta dagli operatori non rappresenti necessariamente il modello migliore per tutelare l’interesse pubblico.
Secondo Truzzu, esistono alternative che consentirebbero alla Regione di conservare un ruolo determinante nella gestione delle infrastrutture aeroportuali, anche attraverso forme di partecipazione pubblica maggioritaria accompagnate dall’ingresso di capitali privati. Il capogruppo richiama modelli adottati in altri scali italiani, nei quali la proprietà pubblica mantiene una quota di controllo mentre i privati contribuiscono alla gestione e agli investimenti.
Per quanto riguarda l’aeroporto di Cagliari, Truzzu considera possibile valutare un aumento della partecipazione pubblica, anche attraverso un’eventuale ricapitalizzazione. L’obiettivo dovrebbe essere garantire gli investimenti necessari allo sviluppo dello scalo, mantenendo al tempo stesso una gestione orientata all’interesse dei cittadini sardi e dei turisti.
La scelta, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, dovrebbe derivare da un confronto tra le diverse opzioni disponibili, senza escludere a priori strumenti come le procedure pubbliche per individuare i partner. Il punto centrale resta la necessità di assicurare alla Regione un ruolo strategico nelle decisioni relative a un’infrastruttura fondamentale per l’economia e il turismo dell’Isola.
La continuità territoriale aerea rimane un nodo strutturale per la Sardegna. Paolo Truzzu individua una delle principali criticità nel rapporto tra Regione e istituzioni europee: a suo giudizio, il fatto che sia l’amministrazione regionale a confrontarsi direttamente con l’Unione europea, anziché lo Stato, può ridurre la capacità negoziale dell’Isola. A questo si aggiunge il limite delle risorse economiche disponibili per organizzare collegamenti adeguati alle esigenze dei residenti.
Tra le ipotesi da approfondire, Truzzu indica il modello spagnolo basato sul rimborso diretto ai passeggeri, che considera potenzialmente più efficace per rispondere alle esigenze di chi vive nelle isole. Il principio di insularità dovrebbe tradursi, secondo questa impostazione, in strumenti concreti per ridurre gli svantaggi legati alla distanza geografica e ai costi dei trasporti.
Dalle infrastrutture regionali ai problemi della mobilità urbana, l’analisi si sposta su Cagliari, città che Truzzu ha amministrato da sindaco. L’ex primo cittadino riconosce che i cantieri hanno contribuito a creare difficoltà alla circolazione, citando in particolare le ripercussioni della chiusura di viale Buoncammino e via Porcell. Tuttavia, osserva che i problemi del traffico persistono anche con una riduzione dei cantieri e sono legati alla presenza di un numero elevato di automobili.
Per migliorare la mobilità del capoluogo, Truzzu ritiene necessario un intervento che superi i confini comunali e coinvolga la Regione. Il potenziamento del trasporto pubblico tra Cagliari e i comuni dell’area metropolitana viene indicato come una delle misure più importanti per ridurre il numero di auto in circolazione e migliorare la qualità degli spostamenti quotidiani.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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