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Omicidio Cinzia Pinna: “Il corpo doveva finire in mare” stage@radiolina.it
Dalle indagini, come raccontato da Andrea Busia, giornalista de L’Unione Sarda, emerge la circostanza che il corpo di Cinzia Pinna doveva essere definitivamente occultato in mare. La tenuta dove era stato ritrovato il corpo era prevista solo come una tappa intermedia. Il progetto non attuato prevedeva un possibile trasferimento del cadavere nella zona di Porto Cervo. Gli investigatori stanno cercando di capire se Ragnedda avesse discusso con qualcuno di questo piano per chiudere il delitto con un definitivo occultamento del cadavere.

L’ultima ora riguarda l’indagato, Emanuele Ragnedda, che è stato trovato stanotte nel carcere di Bancali. L’uomo era seduto in cella in stato di agitazione e presentava delle ferite al collo. È stato trasferito d’urgenza al pronto soccorso di Sassari e successivamente ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale civile. Le sue condizioni attuali sono buone, ma gli investigatori stanno cercando di capire esattamente cosa sia successo, parlando di probabili atti di autolesionismo.
Nonostante Ragnedda abbia fornito due confessioni – una ai pubblici ministeri e l’altra davanti al GIP – l’inchiesta non può dirsi conclusa. La sensazione netta è che le dichiarazioni non abbiano minimamente chiuso l’indagine. Sebbene Ragnedda sia stato preciso nel ricostruire l’omicidio, mancano ancora i dettagli relativi a possibili aiuti esterni richiesti e ottenuti, ad esempio, per nascondere gli oggetti della vittima che mancano all’appello o per un eventuale ulteriore spostamento del cadavere. I Carabinieri stanno lavorando intensamente, setacciando i tabulati e ascoltando diverse persone. Attualmente, ci sono due indagati, e le autorità non sono convinte di tutti gli elementi forniti da Ragnedda. Si sta valutando la posizione di almeno un’altra persona, e non è escluso che altri soggetti possano entrare nell’inchiesta.
La cocaina è un fattore molto presente nella vicenda. Esiste un’inchiesta parallela all’interno dell’inchiesta principale, che riguarda il filone della droga e dei corrieri della droga. Risulta che qualcuno abbia fornito la cocaina a Ragnedda, e le tracce della sostanza sarebbero state trovate anche all’interno dell’abitazione. Ragnedda stesso ha raccontato di una prima assunzione di droga all’interno dell’autovettura con Cinzia Pinna. L’imprenditore di Arzachena, aveva un problema con questa sostanza, e il suo profilo personale risentiva ultimamente di questa situazione. Sul fronte degli accertamenti, si attende un nuovo sopralluogo dei RIS nella tenuta tra Arzachena e Palau, a Concaentosa. In particolare, gli investigatori hanno un forte interesse per un divano pesante, portato all’esterno dell’edificio, che è stato smontato e di cui mancherebbero delle parti, inclusa una parte laterale non ancora recuperata.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 07-10-2025
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