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Caffè Corretto

Oristano, il mercato nero del pesce rubato e scaduto: ristoratori nei guai

today13 Dicembre 2024

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Ristoranti di Oristano coinvolti nel traffico di pesce rubato

Nel Golfo di Oristano è stato smascherato un vasto mercato nero di pesce rubato. Furti nei principali allevamenti di prodotti ittici, seguiti dalla rivendita illegale a diversi ristoranti della zona, hanno portato alla scoperta di alimenti privi di tracciabilità e spesso conservati in pessime condizioni. Questo sistema illecito, oltre a violare la legge, ha messo a rischio la salute dei consumatori ignari. Il punto con Emanuele Dessì, direttore delle testate giornalistiche del Gruppo Unione Sarda.

Pesce

Indagini e perquisizioni nei ristoranti della provincia

Quattro titolari di ristoranti della provincia di Oristano sono attualmente indagati per ricettazione e utilizzo di alimenti di provenienza illecita. Le perquisizioni, condotte dalla Polizia con il supporto del Servizio di Igiene e Prevenzione Sanitaria della Asl, hanno confermato gravi violazioni. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Oristano e portata avanti dalla Squadra Mobile in collaborazione con la Capitaneria di Porto, è iniziata mesi fa con l’arresto in flagranza di due persone sorprese a rubare un grande quantitativo di cozze e altri prodotti ittici. La successiva identificazione di due complici ha permesso di scoprire che il furto era solo la punta dell’iceberg di un’attività criminale organizzata e ben strutturata.

Un sistema criminale consolidato

Gli investigatori hanno accertato che non si trattava di episodi isolati. Da tempo, infatti, i ristoratori coinvolti si rifornivano settimanalmente da rivenditori illegali, acquistando grandi quantità di orate, spigole, muggini, cozze, vongole e cannolicchi. Tutto ciò avveniva in totale disprezzo delle norme igienico-sanitarie e senza alcuna tracciabilità. Il pesce rubato spesso giungeva nei ristoranti già in cattivo stato di conservazione, aumentando i rischi per la salute pubblica. Gli ignari clienti, infatti, consumavano cibi potenzialmente dannosi, mettendo a rischio la loro incolumità.

Sequestri e sanzioni

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di oltre 200 chili di alimenti, tra cui 120 chili di pesce e 80 di carne e salumi. Tra gli alimenti sequestrati, molti erano mal conservati, privi di tracciabilità o addirittura scaduti. Nonostante ciò, erano pronti per essere serviti ai clienti. Oltre alle sanzioni penali, che potrebbero comportare pesanti conseguenze giudiziarie per i ristoratori coinvolti, sono state elevate sanzioni amministrative di diverse migliaia di euro per ciascuno. Inoltre, le attività rischiano lunghi periodi di chiusura, con gravi ripercussioni economiche.

Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 13-12-2024

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