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Caffè Corretto

Ottana, tre operai segregati in un capannone: indagini sulla produzione di cannabis

micStefano Birocchi e Fabio Leddatoday28 Ottobre 2026

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Cannabis a Ottana, Fabio Ledda racconta il caso dei tre operai segregati e i possibili legami con la criminalità

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    Ottana, tre operai segregati in un capannone: indagini sulla produzione di cannabis Stefano Birocchi e Fabio Ledda

Tre operai di origine marocchina sarebbero stati segregati in un capannone nelle campagne di Ottana, nel Nuorese, mentre lavoravano alla produzione di cannabis. La vicenda, ricostruita dal giornalista dell’Unione Sarda Fabio Ledda, presenta diversi aspetti ancora da chiarire nell’ambito delle indagini. Secondo quanto riferito, uno dei lavoratori avrebbe già ottenuto la cittadinanza italiana. «La cosa che fa strano in questa operazione è che questi operai erano chiusi all’interno di questo capannone con i lucchetti all’esterno», ha spiegato Ledda, sottolineando la particolarità della situazione.

Piante di Marjiuana (foto Polizia)

Cannabis sativa, coltivazione e aspetti ancora da chiarire

Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda la natura della cannabis coltivata nel capannone, che potrebbe essere cannabis sativa con una concentrazione di principio attivo non superiore allo 0,6%, secondo le analisi preliminari riferite dal giornalista. La coltivazione della canapa industriale è consentita nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, ma la situazione specifica resta da accertare. «Il condizionale è d’obbligo dato che ci sono indagini ancora in corso», ha precisato Fabio Ledda, ricordando che le verifiche dovranno chiarire la natura dell’attività e le eventuali responsabilità.

Manodopera straniera e criminalità, gli interrogativi aperti

La vicenda di Ottana riporta l’attenzione sull’impiego di lavoratori stranieri nelle attività legate alla coltivazione della cannabis e sulle possibili forme di sfruttamento della manodopera. Secondo la ricostruzione di Ledda, sarebbero stati proprio i tre operai a contribuire, in qualche modo, a far emergere la situazione, anche se le circostanze devono essere verificate. «Questa operazione mostra uno scenario che potrebbe fornire alla criminalità sarda manodopera a basso costo», ha osservato il giornalista. Restano da chiarire il ruolo della società coinvolta, le condizioni di lavoro e gli eventuali collegamenti con organizzazioni criminali.

Intervista a cura di Stefano Birocchi

Caffè Corretto del 28-10-2026

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