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Edicole, arriva il Bonus 2026: contributi per bollette, affitti e commercialisti Stefano Birocchi e Rossella Monni
Il Bonus edicola 2026 sostiene le attività che vendono giornali e riviste, riconoscendone il ruolo fondamentale nell’informazione e nella vita sociale delle comunità locali. Il decreto attuativo prevede contributi per le spese sostenute nel 2025, con domande presentabili dal 24 novembre al 22 dicembre. A illustrare le principali novità è Rossella Monni, rappresentante del Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai (SNAG). «Il Bonus Edicola finalmente è stato pubblicato», spiega, sottolineando l’importanza di una misura attesa dagli operatori del settore. Il finanziamento rappresenta un sostegno concreto per un comparto in difficoltà.

Il fondo principale mette a disposizione 9 milioni di euro, con contributi pari all’80% delle spese ammissibili sostenute nel 2025, fino a 4.500 euro per impresa. Tra i costi rimborsabili figurano IMU, TASI, TARI, occupazione del suolo pubblico, utenze elettriche, telefoniche e internet, registratori di cassa, POS telematici e investimenti per la trasformazione digitale. Il provvedimento amplia inoltre le possibilità di rimborso includendo polizze assicurative aziendali e assistenza contabile e fiscale. «Quest’anno si aggiungono a questo tipo di spesa gli oneri relativi ai contratti assicurativi inerenti l’esercizio dell’attività d’impresa», precisa Rossella Monni.
Il Bonus edicola 2026 prevede maggiorazioni per valorizzare i servizi offerti e sostenere le attività che garantiscono una presenza continuativa sul territorio. È riconosciuto un incremento del 10% alle edicole che nel 2025 sono rimaste aperte almeno la metà delle domeniche dell’anno, mentre le nuove aperture beneficiano di una maggiorazione del 20%. È previsto inoltre un contributo aggiuntivo di 500 euro per impresa per le consegne a domicilio documentabili, finanziato con un fondo dedicato di un milione di euro. Lo SNAG nazionale e sardo esprime soddisfazione: «Siamo molto soddisfatti di questo obiettivo raggiunto», conclude Monni, ricordando che le richieste avanzate dal sindacato sono state accolte.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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