È scontro aperto tra il Governo e la Regione Sardegna sul nuovo Piano Casa nazionale, alla vigilia del voto definitivo in Senato sul decreto legge 66 del 7 maggio. Il provvedimento, pensato per rilanciare l’edilizia sociale in Italia con l’obiettivo di 100mila nuovi alloggi e la ristrutturazione di 600mila case popolari entro dieci anni, ha già superato l’esame della Camera e si avvia alla conversione in legge entro il 7 luglio. La Giunta guidata da Alessandra Todde ha espresso “riserve nette” sul testo, evidenziando possibili criticità sul piano delle competenze regionali. Andrea Deidda, giornalista di UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Secondo la Regione, il decreto rischia di incidere in modo significativo sulle competenze degli enti territoriali in materia di urbanistica, pianificazione del territorio e gestione del patrimonio pubblico. L’assessore all’Urbanistica Francesco Spanedda sottolinea come, nonostante le modifiche apportate durante l’iter parlamentare, permangano elementi che ridimensionano il ruolo delle Regioni nelle scelte strategiche sul governo del territorio. Il nodo principale riguarda la distribuzione dei poteri decisionali e la possibile compressione dell’autonomia regionale.
Tra le principali criticità segnalate dalla Giunta figurano i poteri attribuiti alle strutture commissariali, il ridimensionamento della programmazione regionale. “Ci preoccupano i poteri attribuiti alle strutture commissariali, il ridimensionamento della programmazione regionale e il ricorso a fondi e strumenti finanziari”, ha dichiarato Spanedda. Il confronto tra Stato e Regione si inserisce in un dibattito più ampio sul bilanciamento tra politiche nazionali e autonomia territoriale nella gestione dell’edilizia pubblica.
Intervista a cura di Veronica Fadda
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina