play_arrow
Pianto del neonato: presto un dispositivo AI per capirlo Cristian Asara
Presto potremmo avere un aiuto in più per decifrare il pianto del nostro bambino, grazie a un dispositivo in grado di decodificare i vagiti dei neonati.
Si chiama Zoundream ed è una startup svizzera con sede a Barcellona che ha sviluppato un software dotato di intelligenza artificiale per tradurre il linguaggio dei bebè.
Un’invenzione che promette di rivoluzionare la vita delle famiglie e facilitare il rapporto tra genitori e figli.
Il dispositivo analizza le diverse tonalità, le modalità e la frequenza del pianto, tenendo conto anche delle differenze etniche. Il pianto, pur essendo un linguaggio universale, presenta infatti sfumature che possono variare da cultura a cultura.
Per addestrare l’intelligenza artificiale, Zoundream ha analizzato una vastissima raccolta di pianti di neonati provenienti da tutto il mondo. I vagiti sono stati poi classificati in quattro categorie principali: fame, dolore, gas corporeo e bisogno di contatto fisico.
Capire il pianto del proprio bambino significa ridurre i tempi di risposta ai suoi bisogni e alleviargli disagio e sofferenza. Ma non solo. Significa anche instaurare un legame più profondo e consapevole, basato sulla comprensione reciproca.
La comunicazione tra genitore e figlio non si limita alle parole.
Zoundream non sostituisce il contatto umano e l’amore incondizionato che un genitore nutre per il proprio figlio. Ma può rappresentare un valido alleato per facilitare la comprensione reciproca e rendere l’esperienza genitoriale ancora più ricca e gratificante.
Il dispositivo Zoundream sarà disponibile a partire da quest’estate. Un’invenzione che apre nuove frontiere nel campo della comunicazione tra esseri umani, anche quelli più piccoli e indifesi.
Radio Smeralda, puntata del 20 aprile 2024.