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Portovesme: 400 operai senza lavoro dal 31 dicembre Giuseppe Valdes
La chiusura della linea zinco della fabbrica di Portovesme, prevista per il 31 dicembre, lascerà senza lavoro 400 persone. Questi lavoratori, diversamente dai dipendenti diretti della Portovesme, non possono contare sulla certezza della cassa integrazione, aggravando ulteriormente la loro situazione.

Portovesme (Archivio L’Unione Sarda – Foto Angelo Cucca)
All’alba è iniziata una manifestazione di protesta contro i licenziamenti a Portovesme davanti alla fabbrica. Gli operai hanno deciso di bloccare l’ingresso dei camion, fermandone sette e piazzandosi per ore nel grande parcheggio dello stabilimento. Successivamente, hanno marciato verso Portoscuso, dove hanno occupato simbolicamente la chiesa di Santa Maria d’Itria e il Municipio.
La giornata è stata descritta come dura e carica di emozioni da Don Antonio Mura, parroco di Portoscuso e responsabile della Pastorale del lavoro. “Gli operai sono stati dimenticati dalla politica“, ha dichiarato il parroco, sottolineando la mancanza di un progetto industriale ed energetico per la Sardegna. “Siamo arrivati a toccare il fondo”, ha aggiunto, esprimendo preoccupazione per il futuro dei lavoratori.
Don Antonio Mura ha lanciato un accorato appello all’unità dalle pagine de L’Unione Sarda: “Chi decide il pane ce l’ha sicuro, ma questi lavoratori non sanno che ne sarà del loro domani. Si sentono soli in un momento di lotta in cui l’unità dovrebbe essere il punto di partenza.”
In Sardegna si evidenzia l’assenza di un piano unitario per la transizione industriale, aggravata dalla percezione di essere passati “da una fase all’altra del colonialismo”. La mancanza di una visione chiara e condivisa continua a pesare su un settore già fragile.
L’incontro previsto per il 5 dicembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) rappresenta un momento cruciale. Dovrà vedere la unità di tutto il mondo del lavoro e delle istituzioni sarde, affinché si possa delineare una strada concreta per il futuro industriale e lavorativo della regione.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 22-11-2024
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