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Prospettive ottimistiche per la stagione turistica 2025 in Sardegna

today29 Aprile 2025 41

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Federalberghi: “ottimismo per la stagione turistica 2025 in Sardegna, verso il ritorno ai livelli pre-Covid”

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    Prospettive ottimistiche per la stagione turistica 2025 in Sardegna Fabio Leoni

Dopo quasi 18 milioni di passeggeri nel 2024, Federalberghi Sardegna guarda con ottimismo al 2025. Paolo Manca, presidente regionale, conferma che “non ci sono state grandi defaianze nell’ultimo momento: tutti quelli che avevano programmato di aprire sono riusciti ad avviare in anticipo questa stagione” e sottolinea l’importanza di ritornare ai livelli del 2019 pre-pandemia.

Apertura anticipata degli alberghi

Secondo Manca, circa il 35 % delle strutture ha già aperto come previsto. “Chi aveva programmato di aprire è riuscito ad avviare in anticipo questa stagione 2025”, garantendo un buon avvio grazie anche alla Pasqua alta. La possibilità di estendere l’apertura di una o due settimane favorisce inoltre un ricambio più continuo e offerte vantaggiose.

Prenotazioni e trend per la stagione turistica 2025

I numeri 2025 sono simili a quelli del 2019 come anticipo di prenotazione”, spiega Manca: gli stranieri hanno “già programmato buona parte delle loro vacanze”, creando uno zoccolo duro di arrivi distribuiti da aprile a settembre. Gli italiani, pur concentrandosi nei quattro mesi estivi, mostrano anch’essi un anticipo crescente, spesso scegliendo tariffe rimborsabili per fronteggiare l’incertezza internazionale.

Paolo Manca, presidente Federalberghi Sardegna

Politica dei prezzi e offerte fuori stagione

Sui prezzi, “sono assolutamente in linea con il 2024, in alcuni casi addirittura più bassi”. Grazie alle aperture anticipatre ad aprile e maggio, le strutture propongono offerte per ogni tasca, consentendo di vivere una Sardegna “con un clima che oggi è stupendo, 25 °, praticamente la stessa esperienza dell’estate anche fuori stagione”. L’inflazione del 2024 è ormai assorbita e non si prevedono aumenti significativi.

Collegamenti aerei e strategie di sviluppo

Riguardo ai voli, Manca ricorda che “su 67 rotte non tutte saranno autosufficienti” e che l’obiettivo è individuare quelle sostenibili attraverso l’analisi dei dati. Rotte consolidate come Germania, Svizzera e Austria rappresentano “una garanzia”, mentre destinazioni più lontane, come Stati Uniti o Est Europa, richiedono attenzione ai numeri e alla rotazione degli aeromobili. “Il mercato statunitense è talmente grande che quelle 50.000–100.000 presenze potranno essere programmate con tranquillità nei prossimi anni.

 

Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 29-04-2025

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