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Quando la banca sbaglia di grosso: Citigroup e i miliardi fantasma Cristian Asara
Un errore di proporzioni astronomiche ha scosso il colosso bancario Citigroup, riaccendendo i riflettori sulle sue criticità operative. Un cliente si è ritrovato con un saldo gonfiato di 81 mila miliardi di dollari, una somma vertiginosa accreditata per sbaglio al posto dei previsti 280 dollari. L’incidente, riportato dal Financial Times, solleva interrogativi sulla capacità della banca di gestire transazioni su larga scala e di rispettare i protocolli di sicurezza.
Il trasferimento errato, avvenuto ad aprile, è stato un vero e proprio cortocircuito nei sistemi di controllo di Citigroup. Secondo quanto riferito, l’errore è sfuggito al vaglio di due dipendenti, un addetto ai pagamenti e un supervisore, prima di essere intercettato da un terzo operatore un’ora e mezza dopo la registrazione. Solo dopo diverse ore, la banca è riuscita ad annullare la transazione. Nel frattempo, l’istituto ha dovuto comunicare l’accaduto alla Federal Reserve e all’Office of the Comptroller of the Currency, gli organi di vigilanza bancaria statunitensi.

Citigroup ha minimizzato l’accaduto, sostenendo che l’errore è stato prontamente risolto senza conseguenze per il cliente o per la banca. Tuttavia, l’incidente non è un fulmine a ciel sereno. Il Financial Times rivela che nel solo 2024 si sono verificati altri 10 “quasi incidenti” con importi superiori al miliardo di dollari ciascuno, un dato che, seppur in calo rispetto ai 13 dell’anno precedente, resta allarmante. Queste “sviste” mettono in evidenza le persistenti difficoltà di Citigroup nel risolvere problemi operativi già emersi in passato, come nel caso del trasferimento errato di 900 milioni di dollari ai creditori di Revlon.
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