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Il 17% degli studenti sardi si iscrive nelle università di altre regioni

today30 Settembre 2024 157 1

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L’economista Vania Statzu presenta il rapporto METE: focus sull’emigrazione studentesca in Sardegna

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    Il 17% degli studenti sardi si iscrive nelle università di altre regioni Massimiliano Rais e Vania Statzu

L’economista Vania Statzu ha presentato ai microfoni di Radiolina il  Rapporto METE 2024, uno studio di fondamentale importanza redatto dal Centro Regionale Emigrazione-Immigrazione delle Acli Sardegna (CREI-ACLI). Il rapporto si concentra in particolare sull’emigrazione studentesca, analizzando i movimenti di studenti da e per la Sardegna e le loro implicazioni. Vania Statzu discuterà di come incentivare i giovani talenti a rimanere nell’isola e investire nel territorio, evitando il fenomeno della fuga di cervelli. Dall’intervista all’economista emerge il seguente dato: il 17% degli studenti sardi decide di iscriversi in università fuori dall’Isola. Tra le regioni più scelte la Lombardia, il Piemonte ed Emilia Romagna. L’84% dei ragazzi sardi si iscrive nelle due principali università dell’Isola.

La mobilità gioca un ruolo cruciale nel bilanciare la domanda e l’offerta di competenze, ma c’è bisogno di politiche che stimolino il rientro dei giovani professionisti. Ciò che emerge è che col calo della popolazione in Sardegna cala anche il numero degli iscritti all’Università e sarà un fenomeno che verrà accentuato negli anni. La quota di popolazione tra i 19-25 anni era del 10% nel 2002, oggi si attesta sul 6% ma nel 2050 sarà appena del 4,5%. Ciò che si spera è che le università sarde diventino poli attrattivi per studenti di altre regioni e altri Paesi.

Immagine simbolica che raffigura degli studenti sui libri

Il rapporto METE 2024: dati e previsioni preoccupanti

Il Rapporto METE 2024 mette in evidenza il calo demografico che sta colpendo la Sardegna. Secondo l’ISTAT, la Sardegna è tra le regioni italiane con il tasso di natalità e di fecondità più basso, un problema che non fa distinzione tra zone costiere e zone centrali dell’isola. La previsione è che la regione potrebbe affrontare un forte squilibrio demografico nei prossimi decenni, con una diminuzione delle persone in età lavorativa e un incremento della popolazione anziana.

Un saldo migratorio preoccupante

Dal 2016, la Sardegna ha perso più di 88.000 abitanti. Questa cifra equivale a una popolazione superiore a quella di Selargius, Assemini, Monserrato e Quartucciu messe insieme. Questo drastico calo è un segnale chiaro del crescente problema migratorio e della necessità di trovare soluzioni per contrastare questa tendenza. La presentazione del Rapporto METE 2024 offre un’importante occasione per riflettere su come la Sardegna possa affrontare la crisi demografica e valorizzare il proprio capitale umano. Con il contributo di esperti come Vania Statzu, si cercherà di trovare strategie efficaci per fermare l’emorragia di talenti e migliorare il futuro della regione.

Intervista a cura di Massimiliano Rais
La Strambata del 30-09-2024

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