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Claudia Ottavia racconta “Amore e rivolte”: il teatro canzone che dà voce ai millennial Mariangela Lampis e Claudia Ottavia
La cantautrice Claudia Ottavia, nome d’arte di Claudia Giua, presenta “Amore e rivolte”, un progetto nato come album e diventato spettacolo teatrale contemporaneo. L’artista spiega chiaramente l’evoluzione creativa del lavoro, sottolineando il legame tra musica e narrazione scenica. “È diventato uno spettacolo di quello che io chiamo Teatro Canzone Contemporaneo”, afferma, evidenziando la struttura ibrida dell’opera. Il progetto, sviluppato con il produttore Simone Frau, racconta una generazione in trasformazione, tra aspirazioni personali e cambiamenti sociali profondi.

Nel cuore dello spettacolo emergono le difficoltà dei millennial, analizzate attraverso testi che riflettono insicurezze e aspirazioni contemporanee. Claudia Ottavia descrive con precisione il disagio esistenziale diffuso nella sua generazione. “Spicca la ricerca di senso e il tentativo di trovare un posto nel mondo”, dichiara, mettendo in luce un bisogno autentico di identità. L’artista invita a valorizzare l’individualità e a sviluppare consapevolezza personale. Il racconto si concentra su libertà, autenticità e rifiuto di schemi rigidi, offrendo uno sguardo critico e attuale sulla società.
Un elemento centrale dell’intervista riguarda il rapporto dei millennial con la tecnologia, vissuto come equilibrio fragile tra adattamento e dipendenza. Claudia Ottavia definisce la sua generazione come una fase di transizione significativa. “Siamo una generazione di mezzo”, afferma, evidenziando la differenza tra chi è cresciuto senza tecnologia e chi non ne può fare a meno. L’artista sottolinea l’importanza di trovare un equilibrio consapevole. La riflessione si estende anche ai più giovani, spesso immersi completamente nel digitale e distanti dalla realtà concreta quotidiana.
Lo spettacolo “Amore e rivolte” affronta anche il tema della disconnessione dalla realtà, soprattutto tra le nuove generazioni. Claudia Ottavia evidenzia l’importanza di mantenere un contatto autentico con il mondo reale. “Rimanere con i piedi per terra aiuta molto”, sostiene, proponendo un messaggio diretto e accessibile. Il progetto mira a coinvolgere non solo i millennial, ma anche i più giovani. L’obiettivo è stimolare una riflessione critica su smartphone, social media e dipendenza digitale, incoraggiando una maggiore presenza nella vita quotidiana.
Lo spettacolo sarà presentato il 21 giugno ad Assemini, all’interno della rassegna organizzata da Anfiteatro Sud sotto la direzione di Susanna Mameli. Claudia Ottavia racconta anche l’origine del suo nome d’arte e il legame con la sua identità personale. “Ho voluto aggiungere Ottavia perché lo trovo un nome molto particolare”, spiega. L’artista conclude sottolineando il valore della determinazione. “È una testardaggine sana che mi spinge a guardare criticamente la realtà”, afferma con convinzione.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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