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Interviste

Redditi in calo di 963 euro e prezzi fino al +25%: l’analisi di Confcommercio Sud Sardegna

micEgidiangela Sechi, Marco Mainas today21 Aprile 2026 22

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Famiglie in difficoltà tra rincari alimentari e riduzione dei consumi: l’analisi di Confcommercio Sud Sardegna

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    Redditi in calo di 963 euro e prezzi fino al +25%: l’analisi di Confcommercio Sud Sardegna Egidiangela Sechi, Marco Mainas

La crisi petrolifera legata al conflitto iraniano sta generando effetti economici immediati sulle famiglie italiane, con una riduzione stimata del reddito disponibile fino a 963 euro nel biennio 2026-2027. “È proprio così, perché registriamo incrementi di prezzi molto importanti che incidono direttamente sulla capacità di spesa delle famiglie”, afferma Marco Mainas, presidente Confcommercio Sud Sardegna.

Immagine rappresentativa.

Rincari su beni essenziali e alimentari: l’analisi di Confcommercio Sud Sardegna

I rincari colpiscono soprattutto i beni di prima necessità, con aumenti fino al 25% per ortofrutta e un previsto incremento del 10% sul pane nei prossimi giorni. “Il pane è fondamentale per l’alimentazione di tutti, quindi il suo aumento rappresenta un problema serio e immediato per ogni famiglia”, sottolinea Mainas.

Effetti a catena su produzione e trasporti

L’aumento dei costi energetici e dei carburanti si riflette sull’intera filiera produttiva, incidendo su agricoltura, trasporti e distribuzione dei prodotti alimentari in tutta Italia. “Gli agricoltori utilizzano carburanti e fertilizzanti, quindi ogni rincaro energetico si traduce automaticamente in prezzi più alti per i consumatori, spiega Mainas.

Consumi in calo e rinunce quotidiane: i dati di Confcommercio Sud Sardegna

Le famiglie stanno riducendo drasticamente i consumi, arrivando a tagliare anche spese legate alle tradizioni, come dimostra il calo del 12% nei prodotti pasquali. “Significa che le famiglie iniziano a rinunciare anche alle tradizioni, acquistando meno prodotti simbolici rispetto al passato”, evidenzia Mainas.

Disuguaglianze tra imprese e cittadini

La crisi evidenzia una forte asimmetria tra imprese e cittadini, poiché le aziende possono tutelarsi con assicurazioni, mentre le famiglie devono ridurre direttamente i consumi. I cittadini non possono assicurarsi contro questi aumenti e sono costretti semplicemente a comprare meno, anche beni essenziali”, osserva Mainas.

Cambiamento delle abitudini di vita

Le difficoltà economiche stanno modificando anche le scelte abitative e quotidiane, con famiglie costrette a valutare i costi di trasporto e accesso ai servizi urbani. I risparmi non vengono più utilizzati per migliorare la qualità della vita, ma per riuscire semplicemente a coprire le spese quotidiane”, conclude Mainas.

Intervista a cura di Egidiangela Sechi – giornalista di Videolina

La Strambata del 21-04-2026

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