Il referendum confermativo sulla riforma della Giustizia registra una partecipazione elevata, con un’affluenza nazionale che ha superato il 46% già alla chiusura della prima giornata di voto. Si tratta del dato più alto mai registrato per una consultazione costituzionale svolta su due giorni, segnale di un forte interesse da parte degli elettori su un tema centrale per l’ordinamento istituzionale italiano. il direttore de L’Unione Sarda, Emanuele Dessì, è intervenuto in studio per analizzare e commentare la notizia.

Anche la Sardegna segue il trend positivo, superando il 39% di affluenza. Il dato più significativo arriva da Cagliari, dove la partecipazione ha raggiunto il 47,3%. Nell’isola sono chiamati al voto oltre 1,3 milioni di cittadini, distribuiti in 1.847 sezioni elettorali, confermando un coinvolgimento importante a livello territoriale.
I seggi sono rimasti aperti anche nella mattinata odierna fino alle ore 15, momento in cui si chiuderanno definitivamente le operazioni di voto. Subito dopo prenderà il via lo scrutinio delle schede. Trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto il raggiungimento del quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero totale dei votanti.
La riforma, già approvata dal Parlamento, introduce modifiche rilevanti all’ordinamento della magistratura. Tra i punti principali figurano la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare. Gli elettori possono esprimere il proprio voto barrando “Sì” per approvare la riforma oppure “No” per respingerla. È previsto inoltre il voto per corrispondenza per gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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