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Regione Sardegna: cos’è la legge statutaria e a cosa serve? stage@radiolina.it
Il Consiglio Regionale istituisce una commissione speciale per la redazione della legge statutaria, mentre le elezioni provinciali di secondo livello ridisegnano le dinamiche degli enti locali. Questa commissione, presieduta dal Presidente del Consiglio Regionale, Piero Comandini e composta da tutti i capigruppo, avrà 24 mesi per portare a termine questo compito storico. L’iniziativa rappresenta un tentativo senza precedenti, dopo un fallito tentativo nel 2008 durante la legislatura Soro.

La legge statutaria sarà lo strumento attraverso cui la Regione potrà definire le proprie regole interne. Ciò include la modifica delle modalità di elezione del Consiglio regionale (introducendo di fatto una nuova legge elettorale), del presidente e della giunta, e la definizione delle procedure di sfiducia del presidente. Verranno inoltre stabilite le regole per l’ineleggibilità e l’incompatibilità delle cariche di presidente, consigliere e assessore regionale, oltre a ridefinire i rapporti tra gli organi della regione. Entro due anni si mira all’approvazione di questa legge, che potrebbe comportare anche una razionalizzazione degli assessorati e una diminuzione delle deleghe, attualizzando un’organizzazione basata su una legge del 1977.

In questi giorni si parla molto delle elezioni provinciali, fissate per il 29 settembre, definite di secondo livello. A differenza delle elezioni tradizionali, sono gli amministratori locali, come sindaci e consiglieri comunali, a eleggere i nuovi consigli provinciali e i presidenti delle città metropolitane. Questo sistema è una conseguenza della legge Del Rio, che molti ora auspicano di abrogare per ritornare all’elezione diretta, ritenuta più appropriata. Esiste anche una proposta a livello nazionale per superare questa legge.

La natura di secondo livello di queste elezioni favorisce la creazione di accordi territoriali trasversali, rendendo più difficile il rispetto delle coalizioni storiche. I poli politici tendono a procedere in ordine sparso, come evidenziato dalla presentazione delle liste. La riforma degli enti locali ha reintrodotto le province, precedentemente soppresse, e ha istituito due città metropolitane: quella di Cagliari, ampliata, e quella di Sassari. Nella Città Metropolitana di Cagliari, ad esempio, il centrodestra si è presentato diviso, con ben quattro liste per l’elezione del Consiglio metropolitano, di cui una, legata a Forza Italia, è stata esclusa per problemi di firme depositate due volte. Il centrosinistra, invece, ha presentato un’unica lista.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 11-09-2025
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