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Resto al Sud 2.0, fino a 200 mila euro per avviare un’impresa Radiolina
Resto al Sud 2.0 sostiene i giovani under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno, compresa la Sardegna. La misura punta a favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità attraverso contributi a fondo perduto destinati a chi vuole trasformare un’idea in un progetto d’impresa. A spiegare il funzionamento dell’incentivo è Mariachiara Di Francescantonio, responsabile della valutazione di Resto al Sud 2.0 di Invitalia.
La misura rientra nel Piano Integrato Autoimpiego e viene gestita da Invitalia nell’ambito del programma nazionale rivolto a giovani e donne. Per chi vuole presentare una domanda, il primo passaggio è verificare requisiti, modalità di accesso e documentazione richiesta attraverso i canali ufficiali di Invitalia.

Il sostegno prevede due principali linee di intervento. La prima è rappresentata da un voucher che può arrivare fino a 50 mila euro a fondo perduto. La seconda riguarda invece i programmi di investimento. In questo caso il contributo può arrivare fino a 200 mila euro, con una copertura che può raggiungere il 75% dell’investimento.
Si tratta di importi pensati per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali. Il meccanismo permette quindi di finanziare una parte significativa delle spese previste dal progetto, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dalla misura.
L’obiettivo è rendere più accessibile l’avvio di un’attività per i giovani che intendono investire nel Mezzogiorno. La misura interessa infatti i territori del Sud e si rivolge in particolare alla fascia under 35.
La Sardegna mostra già interesse verso l’incentivo. Secondo i dati forniti da Invitalia, sono circa 200 le domande presentate nell’Isola. Più della metà delle richieste ha già ricevuto un esito positivo, mentre una parte dei progetti non ha ottenuto l’incentivo. Restano inoltre diverse domande ancora in fase di valutazione.
Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale più ampio. Complessivamente, le domande presentate in Italia hanno raggiunto circa 5.500 richieste a un anno dall’avvio del Piano Integrato Autoimpiego.
Per la Sardegna, quindi, le potenzialità della misura vengono considerate ancora significative. L’obiettivo è aumentare il numero di giovani che scelgono di presentare un progetto imprenditoriale e utilizzare gli strumenti disponibili per avviare una nuova attività.
I giovani interessati a Resto al Sud 2.0 devono innanzitutto verificare i requisiti previsti dalla misura e conoscere le caratteristiche delle due linee di finanziamento. Le informazioni ufficiali sono disponibili attraverso Invitalia, che gestisce la misura e mette a disposizione la documentazione necessaria per presentare la domanda.
La misura rappresenta uno degli strumenti rivolti a chi vuole trasformare un’idea imprenditoriale in un’attività concreta. Per chi ha meno di 35 anni e vuole fare impresa in Sardegna, il contributo può arrivare fino a 50 mila euro con il voucher oppure fino a 200 mila euro per i programmi di investimento, secondo le condizioni previste dall’incentivo.
Intervista a cura di Giuseppe Valdes
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