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Rientro a scuola, come affrontarlo: i consigli della psicologa

micMariangela Lampis, Martina Deiddatoday14 Settembre 2026 20

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Rientro a scuola, la psicologa Martina Deidda: «Non chiedete com’è andata, chiedete come stai»

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    Rientro a scuola, come affrontarlo: i consigli della psicologa Manuel Cozzolino

Il rientro a scuola dopo le vacanze richiede gradualità, soprattutto per bambini e ragazzi che devono recuperare ritmi, impegni e responsabilità. La psicologa e psicoterapeuta Martina Deidda, specializzata in psicologia della salute, spiega: «Il rientro è un momento di riadattamento».

Martina Deidda, psicologa, negli studi di Radiolina.

Il ritorno alla routine

Dopo settimane senza orari rigidi, è importante riprendere gradualmente la routine, senza pretendere prestazioni immediate. «Non possiamo aspettarci che siano sprint al 100%, ma dobbiamo dargli il tempo di riprendere in mano tutte le loro attività», sottolinea Deidda. Il cambiamento riguarda anche i genitori, soprattutto nei passaggi tra diversi cicli scolastici, quando aumentano aspettative, regole e responsabilità. «Anche gli adulti e i genitori vivono questo momento con un po’ di difficoltà, ansietà e preoccupazione», osserva.

Aula di scuola

Rientro a scuola: sonno e schermi

Uno dei primi aspetti da monitorare è l’uso di smartphone, tablet e dispositivi elettronici, soprattutto prima di dormire. «Gli schermi interferiscono con quei meccanismi del nostro cervello che dovrebbero rilassare e permettere di spegnersi per riposare», spiega la psicologa. Anche sonno e alimentazione sono fondamentali per affrontare la giornata scolastica. «Una buona colazione la mattina è molto importante per l’attenzione, la concentrazione e l’apprendimento», evidenzia Deidda.

Il diabete a scuola

Il rientro può essere particolarmente complesso per gli studenti con diabete, che necessitano di una gestione organizzata e condivisa con la scuola. «Per chi ha il diabete il rientro a scuola è molto più complicato e va preventivato e organizzato prima», afferma Deidda. Diventa quindi essenziale coinvolgere insegnanti e dirigenti scolastici, spiegando come affrontare le diverse necessità. «Devono in qualche modo fare anche un lavoro preventivo, andare prima nelle scuole per conoscere insegnanti e dirigente», sottolinea.

Il peso sui genitori

La gestione del diabete può rappresentare anche un forte carico familiare e professionale, soprattutto quando un genitore deve intervenire direttamente durante l’orario scolastico. «Molte mamme lasciano o perdono il lavoro e devono andare a scuola a fare l’insulina ai bambini», racconta la psicologa. Per questo serve maggiore collaborazione tra famiglie e istituzioni scolastiche. «Vanno supportati, vanno supportate le scuole anche in questo», ribadisce Deidda.

La domanda da fare ai figli

Tra i consigli più semplici c’è quello di cambiare il modo di accogliere i figli dopo la scuola. Invece di chiedere automaticamente «Com’è andata a scuola?», la psicologa suggerisce: «Come stai?». L’obiettivo è mettere al centro la persona e non soltanto lo studente, lasciando spazio al racconto spontaneo. «Mettiamo al centro la persona e non lo studente», afferma Deidda.

Rientro a scuola: ascoltare senza forzare

Di fronte a risposte come «bene» o «niente», è meglio non trasformare il dialogo in un interrogatorio. «Non dobbiamo ottenere il racconto della giornata», spiega la psicologa. Il ragazzo potrà parlare quando ne sentirà il bisogno, trovando nel genitore uno spazio di ascolto e non di pressione. «Sarà poi lui o lei a parlarci di quello che è successo», conclude Martina Deidda.

 

Intervista a cura di Mariangela Lampis

Caffè Corretto del 14-09-2026

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