play_arrow
Sanità sarda: le ASL non presentano i bilanci da due anni stage@radiolina.it
Con Alessandra Carta, giornalista de L’Unione Sarda, il commento su tre diverse situazioni di rilievo per l’Isola: la sanità sarda nei guai, le elezioni amministrative ed un’inchiesta del quotidiano sullo stoccaggio di scorie nucleari in Sardegna.
In questi anni – in particolare gli ultimi due – i sardi sono scesi spesso in piazza per denunciare l’inefficienza della sanità regionale. Tra disservizi e lacune sia per gli utenti, sia per il personale medico stesso. La giunta Solinas ha sempre difeso il proprio operato in ambito sanitario con toni trionfanti, ma la realtà appare diversa. Infatti emerge che le ASL, negli ultimi due anni, non avrebbero presentato i propri bilanci a chi di dovere. Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha fatto sapere che queste non avrebbero comunicato i dati nemmeno ad AGENAS, agenzia che si occupa di monitorare la salute della sanità regionale. Nel frattempo, l’Assessore alla Sanità Bartolazzi ha convocato una riunione dei medici di base, mentre le ASL sarde sono a rischio commissariamento. “La maggioranza ha chiesto alla Presidente Todde di accelerare sulla materia e andare a Roma quanto prima per evitare il commissariamento. Stanno partendo da zero per trovare una soluzione immediata. L’assistenza territoriale – che si rivolge alle strutture pubbliche per la medicina specialistica – passa per i medici di famiglia.” commenta Alessandra Carta “Entro 90 giorni devono essere distribuite le direzioni generali della regione. Resta da capire cosa succederà, ma sappiamo che i sardi non hanno le cure. Ci sono 100mila sardi che rinunciano alle cure.”
Si entra nel vivo della campagna elettorale: 27 i comuni sardi che andranno alle urne. Oggi, la notizia di un’indagine a carico di Gavino Mariotti, rettore dell’Università di Sassari e candidato sindaco per la stessa città. “Siamo tutti garantisti e il lavoro investigativo è appena iniziato. Il rettore e candidato sindaco è accusato di nomine fuori dalle regole della correttezza. Per fortuna tra i 61 candidati sindaco è l’unica macchia al momento in Sardegna.”
Intanto, a Cagliari si attende il responso del TAR sulla lista esclusa per Alessandra Zedda. Ad Alghero il campo è larghissimo e aperto anche ai partiti moderati usciti dal centro destra. Al voto anche due comuni sopra i 15mila abitanti: Sinnai e Monserrato. Nel caso in cui nessuno dei candidati raggiunga il 50% dei voti, si andrà al ballottaggio il 23 e 24 giugno. negli altri comuni sotto i 15mila abitanti, la partita si risolverà al primo turno salvo caso di pareggio.
Da un’inchiesta de L’Unione Sarda, emerge possibilmente un nuovo capitolo, nella storia di servitù militari dell’Isola. La prova incriminante: la relazione allegata al bilancio di previsione 2023 della Difesa Spa. La società in house mette a frutto per il ministero della difesa immobili e impianti militari. Nel documento si fa riferimento alla base militare di Santo Stefano, nell’arcipelago de La Maddalena. Qui, fino al 2008 erano ancorati i sottomarini nucleari statunitensi. “L’unione ha contattato l’ufficio di Difesa Spa e l’azienda ha fatto retromarcia, affermando di non aver ancora firmato un contratto e, dunque, di non poter parlare. Ma è improbabile, quando su un bilancio di previsione viene scritto che ci sono ricavi in crescita su un progetto avviato.” commenta la giornalista “È evidente che si tratti di un deposito di cui non vogliono parlare. Serve tenere i fari accesi. C’è il rischio che a Santo Stefano vengano portate le scorie nucleari.” prosegue “Ho saputo in modo informale che il comitato paritetico che rappresenta le istituzioni non militariste chiederà un incontro con la difesa per chiarire di cosa stiamo parlando.”
Intervista a cura di Fabio Manca