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Sant’Elia sotto attacco: il caso del megaprogetto fotovoltaico a Cagliari Nicola Scano e Stefano Deliperi
La questione dei pannelli fotovoltaici sul Colle di Sant’Elia a Cagliari è attualissima. Un progetto di 37 ettari minaccia un bene identitario e simbolo della città. Questo sito incarna i valori del paesaggio, suscitando diffuse preoccupazioni. Maria Antonietta Mongiu ha parlato di “Speculazione e colpe della politica”. Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico, critica apertamente il piano.

Si discute se il bando ministeriale sia frutto di un errore o disattenzione. Deliperi ipotizza la mancanza di verifiche sui vincoli ambientali e culturali. Ambiti nazionali hanno raggruppato aree senza controlli specifici sull’ubicazione. Questa superficialità crea un problema per chi vincerà la selezione. La società si troverà con una vera “patata bollente” da affrontare.
Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha chiesto lo stralcio dell’area. La realizzazione degli impianti a Sant’Elia è di fatto impossibile. Esistono innanzitutto vincoli ambientali e beni culturali molto stringenti. Tra questi, il Forte di Sant’Ignazio, la Torre del Prezzemolo e i ruderi della batteria antiaerea C135 sono presenti.

La normativa nazionale già esclude tali impianti in queste zone. Non sono permessi fotovoltaici o eolici in aree con queste caratteristiche. Le fasce di rispetto di 500 metri dal mare precludono la costruzione. Similmente, 500 metri dai beni culturali rendono l’opera impossibile. “La realizzazione è impossibile”, ha chiarito Stefano Deliperi.
La vicenda è separata dal mancato trasferimento dei beni militari. I beni ex Ministero Difesa non sono stati acquisiti dalla Regione. Non è avvenuta la dismissione prevista dai protocolli 2008. Di conseguenza, l’articolo 14 dello Statuto Speciale non è applicabile qui. “In ogni caso quei beni non possono essere utilizzati”, ha spiegato Deliperi.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 03-07-2025
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