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Sardegna chiama Cina: l’Isola punta sul turismo asiatico

micVeronica Fadda, Franco Cuccureddutoday23 Ottobre 2026

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Sardegna chiama Cina, nuove strategie per il turismo in Sardegna

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    Sardegna chiama Cina: l’Isola punta sul turismo asiatico Veronica Fadda, Franco Cuccureddu

La Sardegna guarda al mercato cinese per ampliare le opportunità del turismo internazionale e distribuire i flussi di visitatori durante tutto l’anno. La Regione punta su una strategia di promozione digitale, sull’analisi delle abitudini dei viaggiatori asiatici e sulla valorizzazione di esperienze legate ai borghi, all’enogastronomia, alla natura e alla longevità. Secondo quanto dichiarato dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, la campagna promozionale dedicata alla Cina ha registrato un incremento superiore al 90% delle prenotazioni, sebbene i numeri di partenza siano ancora contenuti. I risultati e le prospettive dell’iniziativa sono al centro dell’appuntamento Sardegna chiama Cina, in programma al T Hotel.

Franco Cuccureddu, assessore regionale al turismo

Sardegna chiama Cina: il mercato cinese e le nuove opportunità per il turismo

Il mercato cinese rappresenta una delle nuove frontiere per l’internazionalizzazione del turismo in Sardegna. Per raggiungere questo obiettivo, la Regione intende superare una promozione tradizionalmente concentrata sul turismo balneare, puntando su un’offerta più diversificata e capace di intercettare le esigenze dei viaggiatori asiatici.

Come spiegato da Franco Cuccureddu, i mercati orientali hanno storicamente rappresentato una sfida per la destinazione Sardegna, anche per le differenze nelle motivazioni di viaggio. «Non possiamo pensare che mercati così significativi, come quelli asiatici tra India e Cina, possano essere del tutto abbandonati», ha sottolineato l’assessore, evidenziando il potenziale di un bacino che comprende una quota enorme della popolazione mondiale.

L’obiettivo è quindi costruire una strategia di lungo periodo, basata sulla conoscenza dei comportamenti dei consumatori, sulla segmentazione del pubblico e sulla promozione di prodotti turistici in grado di distinguere la Sardegna dalle altre destinazioni internazionali.

La campagna digitale in Cina e la collaborazione con Huawei

La strategia regionale si basa sull’utilizzo delle nuove tecnologie e su una campagna pubblicitaria multicanale, progettata per raggiungere potenziali viaggiatori nei principali centri urbani cinesi. L’iniziativa ha coinvolto aeroporti di Shanghai e Pechino, stazioni della metropolitana e spazi pubblicitari digitali collocati in aree ad alta visibilità.

Un ruolo importante è stato affidato anche alla collaborazione con Huawei, attraverso una convenzione finalizzata ad analizzare le abitudini di viaggio e a raggiungere specifici segmenti di pubblico mediante dispositivi e canali digitali.

«È stata un’azione di marketing sperimentale multilivello e multisettoriale», ha spiegato Cuccureddu, descrivendo una campagna pensata per accompagnare l’utente dalla prima esposizione al messaggio promozionale fino alla possibilità di prenotare una vacanza nell’Isola. L’iniziativa rappresenta un tentativo di rendere la promozione turistica più mirata e misurabile, utilizzando i dati per individuare i mercati con maggiori potenzialità di crescita.

Turismo in Sardegna: prenotazioni dalla Cina in aumento di oltre il 90%

Tra i risultati anticipati dall’assessore regionale al Turismo figura un incremento superiore al 90% delle prenotazioni per la Sardegna nell’ambito dell’attività promozionale rivolta al mercato cinese. Un dato che segnala una risposta positiva alla campagna, ma che deve essere interpretato tenendo conto delle dimensioni ancora limitate dei flussi iniziali.

Cuccureddu ha infatti invitato a valutare i risultati con realismo, distinguendo la crescita percentuale dal volume assoluto dei visitatori. «Abbiamo avuto un incremento di oltre il 90% di persone che hanno prenotato la Sardegna, anche se i numeri dai quali partiamo sono molto bassi», ha precisato.

La Regione considera quindi questa prima fase soprattutto un investimento per consolidare la presenza dell’Isola in un mercato complesso e competitivo. L’assessore ha inoltre sottolineato il carattere innovativo dell’iniziativa, definendo la Sardegna la prima regione a sviluppare un’azione promozionale di tale portata nel mercato cinese.

I viaggiatori cinesi e i nuovi segmenti da intercettare

Per rendere più efficace la promozione turistica, la campagna è stata indirizzata a tre categorie di potenziali viaggiatori: le persone con una maggiore capacità di spesa, i neopensionati e coloro che hanno già visitato destinazioni occidentali.

La scelta nasce dall’analisi dei cambiamenti economici e sociali che interessano la Cina e dalla volontà di individuare pubblici con una maggiore propensione a viaggi internazionali, anche di lunga durata.

«Abbiamo deciso di puntarci con forza attraverso un sistema di analisi delle loro abitudini, delle loro abitudini di vacanza e delle loro abitudini di vita», ha dichiarato Cuccureddu.

La segmentazione del pubblico consente di adattare i messaggi promozionali ai diversi interessi dei viaggiatori, valorizzando non soltanto il mare, ma anche le esperienze culturali, paesaggistiche e gastronomiche che caratterizzano il territorio sardo.

Destagionalizzazione e turismo esperienziale oltre le spiagge

Uno degli obiettivi centrali della politica turistica regionale è destagionalizzare i flussi, riducendo la concentrazione delle presenze nei mesi estivi e favorendo una maggiore distribuzione dei visitatori tra le diverse aree dell’Isola.

Nel mercato cinese, il paesaggio costiero può rappresentare un elemento di attrazione anche indipendentemente dalla balneazione. Questo apre nuove opportunità per itinerari naturalistici, turismo lento, escursionismo, visite ai borghi, turismo enogastronomico ed enoturismo.

«Le strategie di destagionalizzazione, ma anche di delocalizzazione, quindi non concentrare i flussi solo in poche località, insieme a quelle di internazionalizzazione, sono le strategie che la Regione cerca di perseguire con grande forza», ha affermato l’assessore.

Secondo i dati citati da Cuccureddu, negli ultimi due anni la Sardegna ha registrato una crescita del 40% delle presenze in media stagione e del 32% nei cinque mesi invernali. Si tratta di indicatori che, secondo la Regione, incoraggiano a proseguire sulla strada della diversificazione dell’offerta e della promozione internazionale. I periodi di riferimento e le basi statistiche dei dati non sono stati specificati nell’intervista.

Sedici prodotti turistici per diversificare l’offerta della Sardegna

La promozione internazionale si inserisce in una strategia più ampia che comprende 16 prodotti turistici, sviluppati per intercettare interessi e motivazioni di viaggio differenti.

Tra le esperienze indicate dall’assessore figurano lo slow tourism, l’escursionismo, il turismo nei borghi, l’enogastronomia e l’enoturismo. A questi si aggiungono altri segmenti tematici, compreso il turismo religioso, con iniziative rivolte anche a mercati diversi da quello cinese.

L’approccio punta a trasformare le risorse territoriali in proposte turistiche riconoscibili, capaci di generare valore economico anche al di fuori dell’alta stagione.

«Sono 16 prodotti che stiamo promuovendo in questo periodo e vanno da quelli dello slow tourism, che ha anche un forte appeal nel mercato cinese, all’escursionismo, al turismo nei borghi, al turismo enogastronomico e all’enoturismo», ha spiegato Cuccureddu.

La diversificazione può contribuire a distribuire le opportunità tra le diverse destinazioni sarde, favorendo le aree interne e i territori meno interessati dai tradizionali flussi balneari.

La Sardegna tra Cina, mercati internazionali e turismo tutto l’anno

La strategia illustrata da Franco Cuccureddu delinea una prospettiva nella quale il futuro del turismo sardo passa attraverso la combinazione di promozione digitale, analisi dei dati, apertura a nuovi mercati e valorizzazione delle identità territoriali.

Il mercato cinese costituisce una delle direttrici di questa strategia, ma i risultati dovranno essere consolidati nel tempo per trasformare la crescita delle prenotazioni in un aumento stabile dei flussi turistici. Parallelamente, la destagionalizzazione e lo sviluppo di prodotti legati alla cultura, alla natura e alla longevità possono contribuire a distribuire i benefici economici del turismo su un arco temporale più ampio. «I dati ci incoraggiano a perseguire con forza questa strada», ha concluso l’assessore, riferendosi ai risultati ottenuti sul fronte della media stagione e dei mesi invernali.

La sfida per la Sardegna sarà ora consolidare la propria presenza sui mercati internazionali, intercettare nuovi segmenti di viaggiatori e costruire un’offerta riconoscibile anche oltre il turismo balneare. Una prospettiva che punta a rendere l’Isola una destinazione competitiva dodici mesi all’anno.

 

Intervista a cura di Veronica Fadda

Caffè Corretto del 23-10-2026

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