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Sardinia Sustainability Summit a Cagliari: cos’è la Transizione 5.0? Giuseppe Valdes
All’Exma di Cagliari, il Sardinia Sustainability Summit rappresenta un evento strategico sul rapporto tra impresa, innovazione e sostenibilità. Organizzato dall’Università di Cagliari, con il patrocinio della RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile) e di Confindustria, e con il sostegno degli hub PNRR Fondazione NEST ed e.INS, l’iniziativa ha come obiettivo quello di stimolare azioni concrete e consapevoli verso un futuro sostenibile. L’intervista a Pierfrancesco Orrù e Flavio Tonelli, docenti di impianti industriali.

Al centro del dibattito vi è la Transizione 5.0, un’evoluzione che integra la trasformazione digitale con l’adozione di tecnologie green e approcci sostenibili. Si tratta di una doppia transizione, che punta a ridefinire il futuro produttivo, economico e sociale del Paese.
Digitale e Industria 4.0: L’adozione di tecnologie abilitanti come il digital twin, la stampa 3D e l’intelligenza artificiale (AI) ha rivoluzionato le modalità produttive, rendendo l’industria interconnessa e reattiva.
Sostenibilità ambientale: L’integrazione di energie rinnovabili e tecnologie circolari è oggi essenziale per affrontare le sfide climatiche e rendere più efficienti i processi industriali.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale generativa emerge come una tecnologia chiave per il futuro della transizione industriale italiana.
La Transizione 5.0 implica una trasformazione radicale della relazione tra uomo e macchina. Secondo Enrico Giovannini, portavoce di ASviS ed ex Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, l’intelligenza artificiale può fungere da amplificatore cognitivo per le capacità umane.
Grazie all’AI, è possibile:
Gestire sistemi complessi e interconnessi,
Analizzare e interpretare grandi volumi di dati in modo efficiente,
Simulare scenari alternativi per supportare scelte strategiche,
Tracciare digitalmente materiali, cicli produttivi e impatti ambientali.
Tuttavia, Giovannini sottolinea anche la necessità di una nuova governance dell’intelligenza artificiale, capace di affrontare rischi di vulnerabilità e garantire sicurezza digitale, soprattutto per le nuove generazioni.