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Scuola e studenti stranieri: «Il plurilinguismo è la nostra ricchezza» Alessandra Ragas, Paolo Orrù
Il dibattito sulla presenza degli studenti con background migratorio riporta al centro il rapporto tra scuola, lingua e integrazione. Secondo il docente di Linguistica dell’Università di Cagliari Paolo Orrù, molti giovani considerati stranieri sono in realtà nati e cresciuti in Italia, dentro un ambiente già italiano. «La stragrande maggioranza dei bambini che vengono considerati stranieri perché non hanno la cittadinanza italiana sono in realtà nati in Italia».

La questione delle competenze linguistiche resta centrale, soprattutto per gli studenti arrivati recentemente e per le loro famiglie. Orrù sottolinea però anche il valore dell’italiano come strumento di cittadinanza, identità e inclusione. «La lingua è un volano di cittadinanza, di identità e di inclusione».

Il plurilinguismo non nasce soltanto dalle migrazioni recenti, perché l’Italia possiede una lunga storia fatta di dialetti, lingue minoritarie e varietà regionali. Le nuove comunità hanno ampliato ulteriormente questo patrimonio, portando nel Paese lingue provenienti da diverse aree del mondo. «L’Italia è il paese con la variazione linguistica più importante d’Europa».
La trasformazione dell’italiano emerge soprattutto nella musica contemporanea, dove rapper e trapper mescolano italiano, dialetti e lingue familiari. Secondo Orrù, queste contaminazioni producono forme linguistiche creative e ibride, capaci di raccontare identità diverse.
Anche cinema e social network mostrano l’evoluzione linguistica delle nuove generazioni e il loro modo di rappresentarsi. Orrù ricorda il film Pummarò di Michele Placido, già capace negli anni Novanta di rappresentare un significativo mix linguistico.
I social hanno amplificato la creatività linguistica, mostrando giovani che utilizzano italiano, dialetti e lingue familiari all’interno della stessa comunicazione. Per Orrù, questa evoluzione rappresenta una delle caratteristiche più interessanti dell’italiano contemporaneo. «Assistiamo, anche grazie ai social, a un’esplosione di comunicazioni e di creatività».
L’intervista restituisce quindi un’immagine dell’Italia come Paese caratterizzato da plurilinguismo e contaminazione linguistica. Scuola, musica, cinema e social mostrano una lingua in continua trasformazione, nella quale le nuove generazioni occupano un ruolo importante. «Questa è la cosa, per me da esperto, da studioso, stupenda», conclude il docente dell’Università di Cagliari.
Intervista a cura di Alessandra Ragas
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