Intervista a cura di Simona De Francisci
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Sicurezza stradale: l’applicazione per segnalare le strade pericolose Giuseppe Valdes
Un’applicazione per salvare vite umane, segnalare strade pericolose e spingere le istituzioni a intervenire. Si chiama “Nepo” ed è stata promossa dall’Associazione “Adesso Basta”, nata dopo una tragedia familiare e oggi impegnata nella prevenzione degli incidenti stradali in Sardegna. L’applicazione consente ai cittadini di indicare punti critici della viabilità, scegliere percorsi più sicuri e trasformare le segnalazioni in pressione concreta verso chi deve intervenire, in un contesto in cui l’isola registra dati preoccupanti sulla mortalità stradale. Un tema discusso anche durante l’incontro al liceo Alberti di Cagliari, dove sono stati presentati numeri che mostrano come, rispetto al 2019, alcuni indicatori risultino raddoppiati. Tutte le informazioni relative alla nuove applicazione sono disponibili a questo indirizzo.

L’associazione Adesso Basta è stata fondata dopo la morte dei fratelli Pintor, cugini di Margherita, avvenuta in un incidente stradale il giorno di Natale di otto anni fa. Da quel momento la famiglia ha deciso di trasformare il dolore in impegno civile, coinvolgendo sempre più persone in attività di sensibilizzazione.
Oggi l’obiettivo principale è promuovere una cultura della sicurezza stradale, intervenendo su due fronti: da una parte la responsabilità alla guida, dall’altra la qualità delle infrastrutture. L’associazione organizza incontri nelle scuole, eventi culturali, concerti e mostre per raggiungere soprattutto i giovani con un linguaggio positivo e diretto.
Durante l’incontro al liceo Alberti di Cagliari, gli studenti hanno mostrato grande attenzione e partecipazione. Il tema è particolarmente sentito anche perché in passato una studentessa era stata investita proprio davanti all’istituto, a causa di un dosso considerato pericoloso.
Il confronto con ragazzi tra i 13 e i 18 anni rappresenta un passaggio fondamentale, perché la prevenzione parte dalla consapevolezza dei comportamenti. Secondo l’associazione, parlare ai giovani significa costruire una nuova cultura della sicurezza, capace di incidere nel tempo.
La Sardegna registra uno dei tassi di mortalità stradale più alti d’Italia, un dato che rende urgente intervenire sia sulle infrastrutture sia sull’educazione alla guida. L’app sviluppata dall’associazione vuole diventare uno strumento concreto per migliorare la sicurezza, permettendo ai cittadini di partecipare attivamente al cambiamento.
L’obiettivo finale è chiaro: ridurre il numero delle vittime e trasformare la prevenzione in una responsabilità condivisa, coinvolgendo istituzioni, scuole e comunità. Un percorso che parte dalla memoria delle vittime ma guarda al futuro, con la convinzione che tragedie simili possano essere evitate.
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