play_arrow
Spopolamento in Sardegna, ecco perché i giovani lasciano l’isola Manuel Cozzolino
Lo spopolamento delle aree interne della Sardegna rappresenta una delle principali emergenze sociali, ma a Seulo un progetto europeo propone mobilità, competenze e innovazione come risposte concrete e sostenibili. «Lo spopolamento è una sfida enorme, ma i giovani possono partire, formarsi e tornare per investire nei propri territori», spiega Iulita Popa, dell’associazione Malik.

L’evento “Restare, tornare e innovare” è attivo da luglio nei comuni storici della Barbagia centrale. «Abbiamo coinvolto Seulo, Seui, Sadali, Esterzili e Ussassai per creare opportunità reali legate all’Europa e alla mobilità giovanile», afferma Iulita Popa.
Durante la giornata si è discusso di mobilità internazionale, volontariato e programmi Erasmus+ come strumenti per acquisire competenze professionali da reinvestire nelle aree rurali. «L’Europa offre esperienze di breve e lungo termine che permettono ai giovani di crescere e poi tornare con nuove competenze», sottolinea Iulita Popa.
Un focus specifico è stato dedicato all’intelligenza artificiale, affrontata in modo pratico per supportare creatività, imprenditoria e sviluppo locale consapevole nei territori interni. «Non solo teoria, ma strumenti concreti per usare l’intelligenza artificiale nel lavoro, nell’arte e nella progettazione», dichiara la responsabile del progetto.
I partecipanti hanno sperimentato strumenti digitali per creare immagini, video e business plan, esplorando nuove professioni legate all’innovazione tecnologica e alla creatività. «L’intelligenza artificiale aiuta ad analizzare mercati esistenti e a immaginare nuove idee imprenditoriali sostenibili», racconta Popa.
A Seulo, noto a livello internazionale per la longevità, il tema è stato collegato allo sviluppo territoriale e alla valorizzazione dell’identità locale come leva economica. «La longevità può diventare una risorsa culturale e produttiva capace di attrarre giovani e creare nuove professioni», evidenzia Julita Popa.
La giornata ha registrato una partecipazione ampia, coinvolgendo studenti, giovani dei paesi interessati e momenti culturali animati dalla SeuinStreet Band. «È stata una giornata molto partecipata, con ragazzi arrivati da diversi territori e dalla scuola superiore», racconta Popa.
Intervista a cura di Paola Pilia
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina