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Interviste

Spreco alimentare in Sardegna, recuperati oltre 90mila kg di ortofrutta

micMariangela Lampis, Alberto Tamponitoday29 Settembre 2026

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Il Banco Alimentare della Sardegna inaugura un nuovo punto operativo

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    Spreco alimentare in Sardegna, recuperati oltre 90mila kg di ortofrutta Mariangela Lampis, Alberto Tamponi

Lo spreco alimentare è una delle principali emergenze sociali e ambientali del nostro tempo. In Italia, ogni persona spreca in media più di 25 chilogrammi di cibo all’anno, per un valore di circa 112 euro. Questi dati diventano ancora più concreti guardando al lavoro delle organizzazioni che recuperano le eccedenze e le destinano alle persone in difficoltà.

In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi e sulle perdite alimentari, il Banco Alimentare della Sardegna ha inaugurato un nuovo punto operativo nel mercato ortofrutticolo di Sestu. Si tratta del più grande mercato agroalimentare dell’Isola. L’obiettivo è recuperare frutta e verdura ancora commestibili, ma non più vendibili. In questo modo, i prodotti non finiscono nei rifiuti e possono essere distribuiti attraverso la rete solidale.

Alberto Tamponi, direttore generale del Banco Alimentare della Sardegna, ha illustrato il funzionamento dell’iniziativa. Ha anche spiegato che l’attività è cresciuta rapidamente negli ultimi mesi. Dal mercato sono già stati recuperati oltre 90mila chilogrammi di ortofrutta. I prodotti vengono destinati alle persone in difficoltà economica grazie a una rete diffusa di associazioni.

Immagine simbolo generata con l’intelligenza artificiale

Banco Alimentare Sardegna: oltre 90mila chili recuperati

Il nuovo spazio nasce per rendere più efficace il recupero delle eccedenze direttamente nel mercato. Nel punto operativo è presente un addetto del Banco Alimentare. Il suo compito è raccogliere i prodotti messi a disposizione dagli operatori e fare una prima selezione.

Nel 2025, da febbraio a dicembre, erano stati recuperati circa 85mila chilogrammi di ortofrutta. Si trattava di prodotti ancora buoni, ma non più commercializzabili. Nel 2026 il dato è cresciuto ulteriormente. A settembre sono già oltre 90mila i chilogrammi recuperati soltanto dal mercato di Sestu. Il nuovo box dispone anche di due celle frigorifere. Sono fondamentali per conservare temporaneamente i prodotti e organizzare la distribuzione.

Non tutta la merce raccolta può essere redistribuita. La selezione serve a individuare gli alimenti ancora adatti al consumo. I prodotti idonei vengono poi inviati rapidamente alle strutture e alle associazioni che ne hanno bisogno.

La presenza fissa di un operatore rende più semplice anche il rapporto con i commercianti. Gli operatori sanno dove consegnare le eccedenze. Il Banco Alimentare può intervenire più velocemente. Così si riduce il rischio che frutta e verdura ancora commestibili diventino rifiuti.

Come funziona il recupero del Banco Alimentare della Sardegna

Il sistema è semplice, ma richiede un’organizzazione rapida ed efficiente. Dopo la raccolta e la selezione nel mercato, le eccedenze vengono inviate alla rete di associazioni che collabora con il Banco Alimentare della Sardegna.

Le associazioni coinvolte sono circa 135. Le persone raggiunte dal sistema di distribuzione sono oltre 30mila in tutta la Sardegna. In base alle necessità, le associazioni possono ritirare direttamente i prodotti. In altri casi, il trasporto viene effettuato dagli autisti del Banco Alimentare.

La merce può essere portata al centro del Banco Alimentare di Selargius. Da lì viene distribuita in un secondo momento. Oppure può arrivare direttamente alle associazioni che ne hanno fatto richiesta. Questo passaggio è particolarmente importante per l’ortofrutta. Frutta e verdura sono prodotti deperibili e devono essere trasportati in tempi brevi.

L’attività del Banco Alimentare non si limita quindi al recupero del cibo. Serve una rete logistica capace di selezionare, conservare, trasportare e distribuire gli alimenti. Il sistema collega il luogo in cui nasce l’eccedenza con le realtà che aiutano ogni giorno le persone in difficoltà.

Alberto Tamponi, direttore del Banco Alimentare, negli studi di Radiolina

Cresce la rete della solidarietà

L’aumento dei prodotti recuperati rende necessario ampliare anche la rete di distribuzione. Recuperare più cibo significa avere bisogno di più strutture in grado di riceverlo e distribuirlo rapidamente.

Per questo il Banco Alimentare della Sardegna sta avviando nuove collaborazioni con realtà già impegnate nell’assistenza sociale. Tra queste ci sono le Caritas diocesane, la Croce Rossa e molte associazioni di volontariato già presenti nella rete.

L’obiettivo è trasformare sempre più eccedenze alimentari in un aiuto concreto. Questo è ancora più importante per i prodotti freschi, che hanno tempi di conservazione molto brevi. Lo spreco alimentare riguarda grandi quantità di cibo prodotto ma non consumato.

Una parte di queste eccedenze può essere recuperata e redistribuita. In questo modo si evita di smaltire alimenti ancora utilizzabili e si offre sostegno alle persone più fragili. Nel caso dell’ortofrutta recuperata al mercato di Sestu, il beneficio è doppio.

Da una parte si riduce lo spreco di prodotti freschi. Dall’altra, si portano sulle tavole di migliaia di persone alimenti importanti per una dieta corretta. La sfida, ora, è far crescere insieme la capacità di recupero e quella di distribuzione. Ogni chilogrammo salvato dallo spreco deve poter arrivare rapidamente a chi ne ha bisogno.

Intervista a cura di Mariangela Lampis

La Strambata del 29-09-2026

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