play_arrow
Ep. 29 – Imprese sarde, Delpiano: «Servono visione e coesione» Michele Ruffi, Giorgio Delpiano
Le imprese sarde affrontano una fase delicata, segnata dal rallentamento dell’edilizia, dalla difficoltà di accesso al credito, dalla carenza di manodopera e dai costi legati all’insularità. Giorgio Delpiano, presidente regionale di Confapi e rappresentante nazionale di Confapi Aniem, ha analizzato le principali criticità dell’economia regionale. «Il momento è delicato, ma ce lo portiamo dentro da tanto tempo», ha dichiarato Delpiano, sottolineando le difficoltà che interessano soprattutto le piccole e medie imprese.

Il settore delle costruzioni arriva dalla stagione del Superbonus e dagli investimenti del Pnrr, che hanno sostenuto l’attività delle imprese anche in Sardegna. Secondo Delpiano, però, il Superbonus avrebbe richiesto una progettazione differente. «Era sicuramente uno strumento valido che andava fatto, però andava studiato in maniera diversa», ha spiegato il presidente di Confapi, evidenziando anche le difficoltà successive per molte imprese.
Tra le opportunità future viene indicato il piano casa, soprattutto attraverso interventi di housing sociale e valorizzazione del patrimonio pubblico. L’obiettivo dovrebbe riguardare sia il rilancio dell’edilizia sia il sostegno alle famiglie con maggiori difficoltà nell’acquisto di una casa. «Per le imprese può essere un grosso strumento per l’edilizia di rilancio e sicuramente un’opportunità per i ceti medi», ha affermato Delpiano.
L’accesso al credito rappresenta una delle principali preoccupazioni per le piccole e microimprese. L’incertezza economica sta aumentando la cautela degli imprenditori, che tendono a limitare il ricorso ai finanziamenti bancari. «C’è una rinuncia quasi dell’imprenditore a ricorrere al credito», ha spiegato Delpiano, evidenziando come questa prudenza possa rendere più difficile la crescita delle aziende.
Un altro problema riguarda la carenza di lavoratori, particolarmente evidente nel settore delle costruzioni. Secondo Delpiano, servono percorsi più strutturati per l’accoglienza, la formazione e l’inserimento dei lavoratori stranieri. «Non c’è poi un sistema che li accoglie, che si preoccupa di trovargli l’alloggio, che si preoccupa di formarli», ha sottolineato.
Il tema centrale dell’intervista resta quello dell’insularità, che secondo Delpiano incide direttamente sulla competitività delle aziende sarde. Trasporti, energia e infrastrutture rappresentano costi e difficoltà aggiuntive rispetto alle imprese della Penisola. «L’insularità con sé vuol dire trasporti, vuol dire energia», ha dichiarato Delpiano, chiedendo una strategia politica condivisa e di lungo periodo.
La Zes unica potrebbe rappresentare un’opportunità per gli investimenti, ma il sistema viene frenato anche dalla burocrazia e dai tempi necessari per completare le procedure. «Dico che si può fare sicuramente di più», ha affermato Delpiano, richiamando la necessità di rendere più efficaci gli strumenti destinati alle imprese.
Nel turismo permane una differenza significativa tra le diverse aree della Sardegna. Il nord dispone di una realtà maggiormente consolidata, mentre il sud presenta ancora margini di sviluppo, nonostante la crescita dell’extralberghiero. «Il sud Sardegna invece stenta moltissimo, è lasciato un po’ a se stesso», ha osservato Delpiano, indicando nella destagionalizzazione una delle esigenze principali.
Secondo Delpiano, le difficoltà dell’economia regionale richiedono una strategia capace di affrontare contemporaneamente insularità, infrastrutture, credito, lavoro, energia e burocrazia. «Ci vuole secondo me una strategia politica importante», ha concluso il presidente di Confapi, indicando nella visione di lungo periodo una delle condizioni necessarie per sostenere lo sviluppo della Sardegna.
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina