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Stabilimenti balneari sempre più cari in Sardegna: Porto Rotondo supera Alghero Fabio Leoni
Trascorrere una giornata al mare in uno stabilimento balneare costa sempre di più anche in Sardegna. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i rincari registrati nel 2026 risultano diffusi in diverse località turistiche dell’isola, seppure più contenuti rispetto alle stime diffuse da altre associazioni dei consumatori. La presidente di Federconsumatori Sardegna, Eliana Cara, ha evidenziato che i dati raccolti mostrano una situazione differente rispetto ad altre rilevazioni: «Se Altroconsumo indica Alghero come la città più cara, noi abbiamo dati un po’ diversi e abbiamo Porto Rotondo; abbiamo dei costi sicuramente maggiori rispetto ad Alghero». Un quadro che conferma comunque un generale aumento delle spese legate alle vacanze estive.

L’analisi di Federconsumatori evidenzia incrementi che interessano sia gli ingressi giornalieri sia gli abbonamenti stagionali. Rispetto al 2025, gli abbonamenti giornalieri registrano un aumento medio del 5%, mentre quelli stagionali crescono del 3%. Anche le altre formule tariffarie mostrano rincari attorno al 2%. Eliana Cara sottolinea come il fenomeno sia collegato al generale aumento del costo della vita: «Naturalmente aumenta tutto e dobbiamo anche fare i conti con il caro benzina e tutto quello che ne consegue, per cui è un balzello in più per le nostre tasche». Gli aumenti incidono sia sui residenti sia sui turisti che scelgono la Sardegna per le vacanze estive.
Particolarmente significativo è il costo degli abbonamenti stagionali nelle principali località balneari sarde. Porto Rotondo raggiunge quota 3.500 euro, mentre San Teodoro si attesta a 2.900 euro, Alghero a 2.500 euro e Cagliari a circa 2.200 euro. Anche le formule giornaliere risultano impegnative, con prezzi che oscillano dai 39 euro di Cagliari ai 61 euro di Porto Rotondo. Per Federconsumatori si tratta di cifre che rischiano di limitare l’accesso ai servizi per molte famiglie. Come evidenzia Cara: «Sono comunque prezzi proibitivi». Una situazione che alimenta il dibattito tra chi preferisce le spiagge attrezzate e chi continua a scegliere gli arenili liberi.
Intervista a cura di Paola Pilia
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