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Strade in Sardegna tra cantieri e ritardi: quali soluzioni?

today10 Aprile 2025 52

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Strade in Sardegna: tra burocrazia e innovazione, le soluzioni per affrontare il traffico

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    Strade in Sardegna tra cantieri e ritardi: quali soluzioni? Simona De Francisci, Mauro Coni

Chi percorre frequentemente la SS 131, la 131 DCN, il tratto Nuoro-Olbia, ma anche la SS 130 o la 554, conosce bene le difficoltà: cantieri interminabili e criticità strutturali che rendono ogni spostamento una vera e propria via Crucis. Mauro Coni, ingegnere civile dell’Università di Cagliari ed ex assessore ai trasporti della prima Giunta Zedda sottolinea: sono anni che se ne parla, ma la realtà è che realizzare infrastrutture viarie è tutt’altro che semplice.

Una strada

Le strade non sono solo asfalto: tra burocrazia e relazioni

Secondo l’ingegnere: le difficoltà non sono solo tecniche, ma derivano soprattutto da una burocrazia pesante e dalla complessità relazionale dei territori. Per la realizzazione della Sassari-Olbia, ad esempio, sono stati coinvolti 3000 espropriati e 20 amministrazioni. È un’opera oggi completata, ma il percorso è stato lunghissimo. Un’altra opera significativa, come la Sariba, è stata portata a termine anche se inizialmente non era nemmeno prevista nel 2008. Da qui la riflessione di Coni: bisogna pianificare oggi quello che si realizzerà fra 5 o 10 anni.

Strade in Sardegna: piccoli interventi, grandi risultati

Non sempre servono grandi opere per migliorare la viabilità. Piccoli interventi strategici sulle strade in Sardegna possono fare la differenza. Coni porta l’esempio dell’Asse Mediano, nel tratto vicino a via Carroz e all’uscita da Pirri verso via Cadello: quel punto costringe il 25-30% del traffico verso gli ospedali a usare una rotatoria congestionata, quando basterebbe una piccola modifica per alleggerire il flusso.

Un altro caso virtuoso è stato l’accesso a Genneruxi. In passato, chi percorreva l’Asse Mediano non poteva entrare direttamente nel quartiere, ma doveva compiere un lungo giro. Oggi, grazie a una piccola rampa, l’ingresso è diventato molto più fluido. Anche l’introduzione di una zebratura vicino alla Palma ha migliorato la sicurezza: sono piccole cose che si possono fare e che le amministrazioni, se vogliono, possono mettere in atto.

Tecnologia al servizio delle strade: droni e software per monitorare i colli di bottiglia

L’approccio attuale della città metropolitana è all’avanguardia, grazie all’uso di droni e software avanzati per individuare i veri punti critici. Coni spiega: andiamo oltre le simulazioni macro; sono i dettagli a creare i problemi reali. Con questi strumenti, possiamo intervenire con pochi soldi ma in modo mirato.

Viabilità e strutture sanitarie: un nodo cruciale per la mobilità urbana

Zone strategiche come quella degli ospedali – Oncologico, Microcitemico, Hospice – e dei centri commerciali sono congestionate da colletti di bottiglia che potrebbero essere risolti con semplici modifiche. Coni sottolinea: sono situazioni in cui il traffico si concentra in modo drammatico e con poche risorse si potrebbero migliorare drasticamente.

Aeroporto e 130: rotatorie in crisi da traffico commerciale

Un’altra criticità emergente riguarda la rotatoria verso il Cacip, nei pressi dell’inceneritore e della zona Amazon. Secondo Coni: alle 8 del mattino si formano code significative, perché il flusso principale viene bloccato da mezzi commerciali. Anche qui, interventi leggeri possono ristabilire la fluidità.

Grandi opere: sì, ma con tempi più umani

L’appello finale è chiaro: non fermare le grandi opere, ma realizzarle in tempi più rapidi. Coni evidenzia: in Italia e in Sardegna in particolare, i tempi sono biblici. Ma le infrastrutture si fanno. E si possono fare anche bene, basta guardare altre regioni d’Italia e d’Europa.

Intervista a cura di Simona De Francisci
La Strambata del 10-04-2025

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