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Taquile: l’isola dove lavorare a maglia è da uomini Cristian Asara
Dimenticate gli stereotipi di genere! Sull’isola di Taquile, un piccolo paradiso incastonato nel Lago Titicaca, in Perù, sono gli uomini a dominare l’arte del lavoro a maglia. Qui, la tradizione vuole che siano proprio loro a creare i “chullo”, i vivaci cappelli di lana che raccontano la storia di chi li indossa.
A differenza di quanto accade in molte altre culture, a Taquile l’abilità nel lavoro a maglia è sinonimo di virilità. Più un uomo è abile con i ferri, più è considerato attraente e rispettato dalla comunità. I colori e i motivi dei chullo, infatti, non sono casuali: ogni dettaglio svela lo stato civile, l’umore e persino i desideri di chi lo porta.

Mentre gli uomini si dedicano alla creazione di questi capolavori tessili, le donne svolgono un ruolo altrettanto fondamentale nella filiera: sono loro a tosare le pecore e a cardare la lana, preparando la materia prima per i loro compagni.
Questa antica tradizione, tramandata di generazione in generazione, affonda le sue radici nelle civiltà precolombiane degli Inca, dei Pukara e dei Colla. Nel 2005, l’arte della maglia di Taquile è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, un tesoro da preservare e valorizzare.
Nonostante l’isola sia diventata una meta turistica, gli abitanti di Taquile continuano a vivere in armonia con la natura, mantenendo vivi i loro costumi e le loro tradizioni. Passeggiando per i sentieri di questo luogo magico, è facile imbattersi in uomini intenti a lavorare a maglia, seduti sulle soglie delle case o all’ombra di un albero. Per loro, questa attività non è solo un mestiere, ma un vero e proprio linguaggio silenzioso, un modo per esprimere la propria identità e tramandare la storia della loro comunità.
Radio Smeralda, puntata del 23 dicembre 2024.
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