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Tenta di imbarcare reperti protetti nel bagaglio a mano, bloccato passeggero all’aeroporto di Cagliari Cristian Asara
I sistemi di sorveglianza dello scalo aeroportuale di Cagliari-Elmas hanno fatto emergere un tentativo di illecito contro il patrimonio ambientale della Sardegna. Durante le ispezioni di routine sui bagagli a mano dei passeggeri in partenza, gli addetti alla sicurezza hanno notato forme sospette all’interno della borsa di un cittadino austriaco pronto a imbarcarsi su un volo per Vienna. L’ispezione approfondita ha rivelato la presenza di sette reperti naturali di pregio, prelevati illegalmente da aree interne dell’Isola sottoposte a severi vincoli di protezione.

Il nucleo del sequestro è composto da due frammenti di stalattiti e cinque porzioni di quarzite. Le verifiche immediate e le ammissioni dello stesso viaggiatore hanno permesso di ricostruire l’esatta origine dei materiali. Le formazioni calcaree erano state spezzate all’interno della Grotta di Biddiriscottai, una cavità marina situata nel territorio di Cala Gonone (Dorgali), protetta da una specifica legge regionale del 2007 che tutela i complessi carsici. I pezzi di quarzite provenivano invece da un percorso escursionistico situato nel comune di Samugheo, nell’entroterra della provincia di Oristano.
La scoperta ha attivato l’intervento congiunto del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e della Sogaer. L’autorità giudiziaria ha convalidato il sequestro della roccia e ha aperto un fascicolo a carico del turista. L’accusa mossa nei suoi confronti fa riferimento all’articolo 733-bis del Codice Penale, che punisce la distruzione o il deterioramento di habitat all’interno di siti protetti. Una scelta, quella del prelievo non autorizzato, che trasforma un ricordo di viaggio in un reato penale. I campioni minerali sono ora custoditi negli uffici doganali dello scalo sardo in attesa delle disposizioni dei magistrati.
Radio Smeralda del 06 -06-2026
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