Roberta Pitzalis, 38 anni, è la vittima del grave caso di intossicazione da botulino scoppiato dopo la Fiesta Latina tenutasi a Monserrato. La donna era stata la prima a essere ricoverata in Rianimazione all’Ospedale Brotzu di Cagliari a fine luglio. Nonostante le sue condizioni inizialmente fossero considerate gravi ma stabili, un improvviso peggioramento ha portato al decesso dopo il trasferimento all’Ospedale Businco.

Il caso ha origine il 22 luglio, quando Roberta e altri partecipanti all’evento avrebbero consumato guacamole contaminato da tossina botulinica presso un chiosco presente alla manifestazione. Solo dopo il ricovero di altri pazienti con gli stessi sintomi si è ipotizzata la presenza del botulino come causa comune.
Dopo il primo ricovero, altri pazienti si sono presentati agli ospedali Brotzu e Businco con sintomi compatibili con intossicazione botulinica. Tutti avevano partecipato alla stessa festa e consumato alimenti dallo stesso chiosco. La conferma del focolaio è arrivata nelle ore successive, facendo scattare l’allarme sanitario.
La Procura di Cagliari ha aperto un’inchiesta e ha iscritto nel registro degli indagati Cristian Gustavo Vincenti, titolare del chiosco dove sarebbero stati serviti i prodotti contaminati. Dopo il decesso di Roberta Pitzalis, la sua posizione si aggrava ulteriormente, e l’accusa potrebbe evolversi.
Il botulino è una tossina neurotossica tra le più letali al mondo, prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Può svilupparsi in alimenti conservati in modo scorretto e provoca gravi sintomi neurologici, fino alla paralisi respiratoria. Il trattamento prevede la somministrazione di antitossina e il ricovero immediato in terapia intensiva.
Intervista a cura di Carlo Alberto Melis
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