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Tragedia di Sestu e corsi BLSD, l’appello di Stefano Sau (AREUS) su prevenzione e manovre salvavita Matteo Vercelli e Stefano Sau
La tragedia di Sestu, costata la vita al piccolo Lorenzo di quasi cinque anni, ha scosso profondamente l’intera Sardegna e riacceso il tema della prevenzione domestica. Intervenuto sul caso, Stefano Sau, direttore sanitario di AREUS, ha espresso vicinanza alla famiglia dichiarando: “Sono notizie che non lasciano indifferente neanche il personale sanitario, perché il dolore resta umano prima che professionale”. Sau ha sottolineato che il momento del pasto rappresenta una fase delicata, che deve essere sempre attentamente sorvegliata dalle famiglie.

Il caso di Sestu, legato a un boccone di wurstel, evidenzia rischi spesso sottovalutati nella quotidianità familiare e richiama l’attenzione sulle corrette modalità di preparazione degli alimenti. Sau ha spiegato che “il wurstel tagliato a rondelle risulta tra gli alimenti più pericolosi in assoluto per l’occlusione delle vie aeree”. Le linee guida del Ministero della Salute, nella sezione “Tagli sicuri”, raccomandano tagli longitudinali e pezzi molto piccoli, per evitare l’ostruzione completa dell’adito laringeo nei bambini.
Nell’emergenza di Sestu, l’allarme immediato ha attivato il 118, che ha fornito istruzioni telefoniche ai familiari in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. Sau ha ricordato che “le indicazioni telefoniche servono a mantenere in vita la vittima e a guadagnare tempo prezioso per l’intervento dell’equipe sanitaria”. Nei bambini, ha precisato, l’arresto cardiaco è spesso conseguenza di soffocamento e non di cause cardiache, rendendo fondamentali le manovre tempestive e la diffusione capillare dei corsi BLSD.

Sul fronte della formazione, Sau ha rilanciato la necessità di un’educazione diffusa alle manovre salvavita, citando l’esperienza della città di Arezzo come modello virtuoso. “Dobbiamo preparare la maggior parte della popolazione a effettuare trattamenti di base, perché il panico rende difficile agire senza esercitazione”, ha affermato con decisione. AREUS ha inoltre avviato il progetto AREUS Academy per formare operatori e cittadini laici, promuovendo una cultura dell’emergenza-urgenza accessibile e continuativa nel territorio.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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