È una storia vecchia di trent’anni, quella dell’ingiusta incarcerazione di Beniamino Zuncheddu e ora arriva il risarcimento. Quasi ventisettenne, nel 1991 viene accusato della strage di Sinnai – in cui trovarono la morte tre persone – ed imprigionato. Tra depistaggi, bugie e false testimonianze, è solo nel 2024, dopo quasi 33 anni, che l’ex pastore, ormai 59enne, viene definitivamente assolto in processo di revisione.
Una vita da innocente dietro alle sbarre, anni che l’uomo non avrà più l’occasione di recuperare e che non potranno mai essergli restituiti. Un primo passo, nel restituire la dignità a Zuncheddu e nel riconoscere l’errore commesso dalle autorità giudiziarie, arriva dal Tribunale di Sorveglianza di Cagliari.

Infatti, è stato riconosciuto a Zuncheddu un risarcimento di trentamila euro per gli anni trascorsi anni nelle celle piccole e sovraffollate. In violazione della Convenzione europea per i diritti dell’uomo, l’ex pastore sarebbe stato detenuto in condizioni non conformi alle norme, sia nel carcere cagliaritano di Buoncammino che in quello nuorese di Badu ‘e Carros.
“È un primo paragrafetto di un libro di rimborsi ancora tutto da scrivere. Non per ridare la vita a quest’uomo, ma almeno riconoscere l’errore che lo stato ha commesso nei suoi confronti.” il commento di Emanuele Dessì, direttore delle testate giornalistiche del Gruppo L’Unione Sarda, ai microfoni di Radiolina nel sipario della mattina dedicato a tutti gli aggiornamenti da unionesarda.it.
Conduce Veronica Fadda.
Caffè Corretto del 28-03-2024