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Usain Bolt battuto da un robot: Lightning corre i 100 metri in 9,32 secondi a Pechino Cristian Asara
Per diciassette anni ci siamo convinti che i 9,58 secondi corsi da Usain Bolt a Berlino nel 2009 fossero il limite invalicabile del corpo umano. Poi a Pechino hanno deciso di togliere di mezzo i muscoli e montare dei motori elettrici. Il risultato ha scosso la pista: 9 secondi e 32 centesimi. Il nuovo re della velocità non suda, non mangia barrette energetiche e non fa pose iconiche per i fotografi; si chiama Lightning ed è una macchina progettata dall’azienda tecnologica cinese Honor. Durante i test per la seconda edizione dei Giochi Mondiali di Robotica Umanoide, Lightning ha raggiunto una velocità di punta di 14,5 metri al secondo, lasciando a bocca aperta il pubblico della capitale asiatica.

Lightning non si è svegliato velocista per puro caso. In primavera aveva già fatto parlare di sé trionfando alla mezza maratona di Pechino con il tempo di 50 minuti e 26 secondi, un crono migliore di qualsiasi primato maschile registrato finora. All’epoca l’automa misurava 169 centimetri di altezza, con arti inferiori lunghi 95 centimetri. Per trasformare un maratoneta instancabile in uno sprinter da pista, gli ingegneri cinesi hanno scelto una soluzione impossibile per noi comuni mortali: allungare le gambe del robot di 10 centimetri. Bolt e gli altri velocisti possono tirare un sospiro di sollievo, almeno dal punto di vista sportivo, perché gli almanacchi umani restano intatti, anche se la tecnologia a Pechino corre ormai a un ritmo irraggiungibile.
Radio Smeralda del 22 -08-2026
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