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Usare troppo l’intelligenza artificiale addormenta il cervello Enzo Asuni ed Egidiangela Sechi
Usare troppo intelligenza artificiale cosa comporta? Usare ChatGPT per scrivere un saggio può sembrare comodo e veloce, ma farlo troppo spesso potrebbe avere effetti negativi sul cervello. Lo suggerisce un nuovo studio del MIT Media Lab, secondo cui l’uso eccessivo dell’intelligenza artificiale per scrivere testi riduce l’attività cerebrale e limita la capacità di apprendere.

La ricerca, di cui ha parlato anche Wired, guidata dalla scienziata Nataliya Kosmyna, ha coinvolto 54 studenti che dovevano scrivere un saggio come quelli richiesti nei test di ammissione alle università americane (SAT). Gli studenti sono stati divisi in tre gruppi:
Gruppo 1: ha usato ChatGPT
Gruppo 2: ha usato solo motori di ricerca (tipo Google)
Gruppo 3: ha scritto senza nessun aiuto tecnologico
Durante l’esperimento, i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale con l’elettroencefalogramma (EEG) per vedere come funzionava il cervello mentre gli studenti scrivevano.
In una fase successiva, i gruppi hanno fatto lo stesso compito ma invertendo il metodo: chi prima aveva usato l’AI ha scritto senza strumenti, e viceversa.
Chi ha scritto da solo (senza AI o motori di ricerca) ha mostrato la maggiore attività cerebrale e le reti neurali più attive.
Chi ha usato i motori di ricerca ha avuto un’attività cerebrale intermedia.
Chi ha usato ChatGPT ha mostrato la minore connettività cerebrale: il cervello si “spegneva” di più perché lo sforzo veniva svolto in gran parte dall’intelligenza artificiale.
In particolare, nella seconda fase, gli studenti che avevano prima usato l’AI e poi scritto senza aiuto, hanno fatto più fatica: la loro attività cerebrale era inferiore, soprattutto nelle aree legate all’attenzione e alla memoria. Al contrario, quelli che sono passati dal lavoro manuale all’uso dell’AI hanno mostrato una riattivazione di alcune aree del cervello, legate alla creatività e alla memoria.
I saggi scritti con ChatGPT sono stati giudicati da insegnanti meno creativi, ripetitivi e piatti. Inoltre, molti studenti non ricordavano cosa avevano scritto pochi minuti prima, segno che avevano partecipato poco attivamente alla scrittura.
L’uso dell’AI si sta diffondendo molto tra gli studenti: secondo un’indagine, la usano:
Il 69% dei genitori
Il 73% degli insegnanti
L’82% degli studenti tra i 14 e i 17 anni
La ricerca del MIT evidenzia che l’intelligenza artificiale può essere utile, ma non dovrebbe sostituire completamente il lavoro mentale, soprattutto nei contesti educativi. Altrimenti, si rischia di perdere capacità importanti, come quella di imparare, riflettere e ricordare.
Anche altri studi hanno evidenziato preoccupazioni simili: uno condotto dalla società Turnitin ha scoperto che il 64% degli studenti teme gli effetti negativi dell’AI, anche se molti continuano a usarla per i compiti. Tuttavia, la metà degli studenti non sa davvero come usarla in modo corretto.
L’intelligenza artificiale è uno strumento potente, ma usarla troppo e male può danneggiare il nostro cervello. Specialmente nei giovani, è importante non perdere l’abitudine a pensare, creare e imparare in autonomia.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.