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Interviste

Vigili del fuoco, il direttore regionale Micele saluta la Sardegna

micAndrea Sechi, Nicola Miceletoday6 Ottobre 2026

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Vigili del fuoco in Sardegna, Micele lascia l’isola dopo due anni

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    Vigili del fuoco, il direttore regionale Micele saluta la Sardegna Andrea Sechi, Nicola Micele

L’ingegner Nicola Micele, direttore regionale dei Vigili del fuoco, lascia la Sardegna dopo due anni di servizio e assume un nuovo incarico in Piemonte. Il passaggio di consegne avverrà il 15 ottobre, quando Micele inizierà il nuovo incarico alla direzione regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte. Nel bilancio dell’esperienza sarda emergono soprattutto insularità, carenza di personale, autonomia operativa, prevenzione e collaborazione istituzionale. «Fare il vigile del fuoco qui in Sardegna è un’esperienza del tutto particolare», ha sottolineato Micele parlando delle difficoltà operative legate all’isola.

Nicola Micele, direttore regionale dei Vigili del fuoco, negli studi di Radiolina.

Un’esperienza professionale e umana

Durante i due anni trascorsi nell’isola, Micele racconta di avere vissuto un’esperienza particolarmente significativa, sia professionalmente sia sul piano personale. Il direttore regionale sottolinea infatti l’accoglienza ricevuta e i rapporti costruiti durante il periodo trascorso alla guida del Corpo regionale. «È stata un’esperienza straordinaria dal punto di vista professionale», ha dichiarato Micele, ricordando anche i legami solidi costruiti in Sardegna.

Andrea Sechi e Nicola Micele, direttore regionale dei Vigili del fuoco, negli studi di Radiolina.

L’insularità condiziona il soccorso

La principale peculiarità dei vigili del fuoco in Sardegna riguarda secondo Micele la condizione geografica dell’isola, che modifica profondamente l’organizzazione del soccorso. A differenza delle grandi aree continentali, infatti, l’arrivo di rinforzi dalle regioni vicine richiede tempi e modalità organizzative differenti. «La condizione di insularità incide anche sulla nostra operatività», ha spiegato Micele, evidenziando inoltre la distanza tra le diverse sedi regionali.

Personale e capacità di risposta

La disponibilità di personale rappresenta uno degli aspetti più delicati per il sistema regionale, soprattutto quando l’isola deve affrontare emergenze particolarmente complesse. Micele ha spiegato di avere portato questa criticità all’attenzione dell’amministrazione nazionale, trovando ascolto nonostante le difficoltà organizzative esistenti. «È stato uno dei miei crucci far evidenziare questa difficoltà intrinseca alla Sardegna», ha affermato il direttore regionale durante l’intervista.

Una rete di quaranta sedi

In Sardegna operano circa 1.500 vigili del fuoco, distribuiti in una quarantina di sedi presenti sull’intero territorio regionale, con un potenziamento estivo. Durante la stagione degli incendi vengono inoltre attivate nuove basi operative, mentre complessivamente il Corpo gestisce circa 35.000 interventi di soccorso ogni anno. «In Sardegna siamo in 1.500, siamo distribuiti in una quarantina di sedi in tutta la regione», ha spiegato Micele descrivendo l’organizzazione territoriale.

Dietro ogni intervento c’è tecnologia

L’immagine tradizionale del pompiere coraggioso rappresenta soltanto una parte del lavoro quotidiano, che richiede formazione tecnica, addestramento e strumenti sempre più specializzati. Droni, elicotteri, imbarcazioni, autoscale, autogru e mezzi speciali permettono oggi di affrontare una gamma molto ampia di situazioni emergenziali. «Oggi il Vigile del Fuoco è un professionista del soccorso», ha ricordato Micele, evidenziando la crescente componente tecnologica e specialistica del mestiere.

Incendi boschivi e competenze

La gestione degli incendi boschivi in Sardegna coinvolge diversi soggetti istituzionali, con competenze specifiche distribuite tra Regione, Corpo Forestale, volontariato e Vigili del fuoco. Il Corpo nazionale interviene soprattutto negli incendi di interfaccia, quando il fuoco coinvolge infrastrutture, abitazioni o aree nelle quali occorre soccorrere la popolazione. «Quando c’è da soccorrere la popolazione la competenza è dei Vigili del fuoco», ha precisato Micele spiegando il confine operativo tra le diverse strutture.

L’intesa con Areus

Un altro elemento strategico dell’esperienza di Micele riguarda la collaborazione con Areus, particolarmente importante negli interventi che richiedono contemporaneamente soccorso tecnico e sanitario. Secondo i dati citati durante l’intervista, circa il 10% dei 35.000 interventi annuali coinvolge Vigili del fuoco e strutture sanitarie. «Ci è venuto quasi naturale dover stipulare e stringere degli accordi operativi con Areus», ha spiegato Micele parlando dell’integrazione tra soccorso tecnico e sanitario.

Università e prevenzione

La collaborazione con l’Università di Cagliari rappresenta un ulteriore tassello della strategia sviluppata negli ultimi anni, con particolare attenzione alla ricerca e alla sicurezza. Il rapporto con il mondo accademico ha consentito ai Vigili del fuoco di portare agli studenti di ingegneria conoscenze legate alla prevenzione degli incendi. «Il nostro è un corpo tecnico e, usando tecnologia, ha bisogno del rapporto con l’università, col mondo della ricerca», ha sottolineato Micele.

La prevenzione resta decisiva

Secondo Micele, la preparazione rappresenta un elemento fondamentale perché le emergenze, proprio quando sono poco frequenti, possono richiedere risposte immediate e altamente specializzate. L’addestramento permette inoltre di utilizzare correttamente strumenti semplici ma potenzialmente decisivi, come un estintore, evitando interventi improvvisati durante situazioni pericolose. «Proprio perché è più raro, io mi devo addestrare di più per poterlo affrontare in maniera efficace laddove dovesse accadere qualche cosa», ha spiegato.

Un modello nazionale unico

Nel confronto internazionale, il sistema italiano dei Vigili del fuoco presenta caratteristiche particolari grazie alla presenza di una componente professionale permanente e di un Corpo nazionale.
Questa struttura consente alle diverse realtà territoriali di intervenire insieme durante le calamità, condividendo procedure, attrezzature, formazione e una medesima catena di comando. «Il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco qui in Italia è un grande valore aggiunto», ha affermato Micele sottolineando l’importanza dell’integrazione nazionale.

Il saluto alla Sardegna

Prima di trasferirsi in Piemonte, Micele porta con sé il ricordo di un’esperienza professionale intensa e di rapporti personali destinati, secondo le sue parole, a rimanere nel tempo. Tra i ricordi più forti c’è soprattutto la luce della Sardegna, elemento che il direttore regionale ha indicato come una delle prime differenze percepite rispetto alla precedente esperienza milanese. «La luce della Sardegna è una cosa che porterò con me», ha raccontato Micele, accompagnando il saluto all’isola con un bilancio profondamente positivo.

Il futuro tra Piemonte e Sardegna

Dal 15 ottobre Micele sarà quindi alla guida della direzione regionale dei Vigili del fuoco del Piemonte, mentre in Sardegna arriverà l’ingegner Francesco Orrù.
Orrù, già comandante provinciale a Cagliari, è stato nominato dirigente generale del Corpo nazionale e rappresenterà dunque un ritorno professionale particolarmente significativo nell’isola. «Mi dispiace molto lasciare la Sardegna», ha concluso Micele, ribadendo il valore umano e professionale dei due anni trascorsi nell’isola.

Intervista a cura di Andrea Sechi

La Strambata del 06-10-2026

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