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Yoko Ono contro la birra John Lemon Cristian Asara
Una piccola realtà produttiva nel Finistère, la Brasserie de l’Imprimerie di Bannalec, è finita nel mirino dei legali di Yoko Ono. Al centro della disputa c’è la John Lemon, una birra aromatizzata allo zenzero e limone prodotta da cinque anni. Quello che per il titolare Aurélien Picard rappresentava un semplice tributo fonetico, per i titolari del marchio registrato John Lennon è apparso come una violazione dei diritti commerciali. La tutela del nome, attiva dal 2016, non ammette eccezioni, specialmente quando l’etichetta richiama visivamente l’icona della musica attraverso caricature o simboli inequivocabili.

La pressione giuridica si è manifestata con una diffida che non lasciava spazio a interpretazioni. Il rischio per il microbirrificio era di dover affrontare una richiesta di risarcimento vicina ai 100mila euro, oltre a pesanti sanzioni giornaliere. Una strategia necessaria per proteggere la continuità aziendale ha portato alla firma di un accordo extragiudiziale. La scelta di accettare il compromesso permette alla Brasserie di evitare una battaglia legale dai costi insostenibili per una realtà di piccole dimensioni.
Una scelta forzata ha generato un risultato inatteso: la risonanza mediatica dello scontro ha trasformato la John Lemon in un prodotto ricercato da collezionisti e curiosi. Le vendite hanno subito un’impennata improvvisa proprio dopo la diffusione della notizia. Tuttavia, il destino della bevanda è segnato. In base alle intese raggiunte, le ultime 5mila bottiglie dovranno essere vendute entro il 1º luglio 2026. Una volta superata questa data, il marchio dovrà sparire definitivamente dal mercato, seguendo il destino di un altro precedente simile avvenuto in Polonia nel 2017.
Radio Smeralda, puntata del 06/05/2026
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