La Regione Sardegna corre ai ripari contro il sovraffollamento cronico dei pronto soccorso, aggravato dall’aumento dei casi influenzali e delle complicanze respiratorie. Con un decreto definito “urgente”, firmato dall’assessora regionale alla Sanità Alessandra Todde, viene istituito un coordinamento regionale incaricato di redigere il piano per la gestione dei flussi di ricovero e delle emergenze ospedaliere. L’obiettivo è affrontare criticità ormai strutturali che stanno mettendo sotto pressione pronto soccorso e reparti di degenza in tutta l’Isola. Il coordinatore della redazione di UnioneSarda.it, Enrico Fresu, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Uno dei nodi centrali individuati dal decreto riguarda i pazienti clinicamente dimissibili che restano ricoverati per motivi non sanitari, contribuendo alla saturazione dei posti letto. Per questo il piano punta su dimissioni programmate entro le ore 15 del giorno precedente, sull’attivazione di aree di degenza temporanea per pazienti stabili e sull’apertura straordinaria di posti letto aggiuntivi fino al 10% nei reparti in sofferenza. In ogni azienda sanitaria nasceranno unità di crisi aziendali, coordinate dalle direzioni sanitarie e con il coinvolgimento dei responsabili dei pronto soccorso, dei bed manager e dei medici del territorio.
Il coordinamento regionale, che vede coinvolti i vertici della sanità sarda e i direttori dei principali pronto soccorso, nominerà in ogni Asl un responsabile per la gestione dei flussi dei pazienti. Le aziende sanitarie avranno l’obbligo di predisporre un piano aziendale dettagliato su posti letto, personale disponibile e modalità operative. Tra le soluzioni previste anche il possibile ricorso a strutture private accreditate per ricoveri acuti e post-acuti, con l’obiettivo di decongestionare i pronto soccorso pubblici. Ora il piano è sulla carta: nelle prossime settimane arriveranno i dettagli ospedale per ospedale e la vera prova sarà l’efficacia sul campo.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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