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Ep. 01 – Auto a guida autonoma in Sardegna Stefano Birocchi, Gianfranco Fancello
In Sardegna si esplora il futuro della mobilità autonoma, con auto capaci di guidarsi senza intervento umano. Il professor Gianfranco Fancello, docente di trasporti all’Università di Cagliari e direttore del CREM, spiega che sistemi di guida autonoma sono già operativi in alcune città del mondo, come San Francisco e metropoli cinesi, e in Italia esistono esempi concreti nelle metropolitane e negli shuttle aeroportuali. Le auto autonome utilizzano sensori avanzati e telecamere 3D per rilevare ostacoli, leggere l’ambiente circostante e gestire frenata e traiettoria in tempo reale, riducendo errori umani e aumentando la sicurezza stradale.

Recentemente a Cagliari, insieme al Politecnico di Milano, è stata presentata una Maserati equipaggiata per la guida autonoma. L’evento, ospitato nella Facoltà di Ingegneria, ha mostrato agli studenti delle scuole superiori come la tecnologia possa coniugarsi con la sicurezza e la sostenibilità della mobilità.
Secondo Fancello, la guida autonoma non riguarda solo la tecnologia: rappresenta una rivoluzione culturale. In futuro, gli utenti non saranno più solo conducenti, ma fruitori di veicoli on-demand attraverso sistemi di car sharing. Questo cambiamento promette di ridurre traffico, incidenti e inquinamento, trasformando il concetto di possesso dell’auto.
Nonostante i progressi, l’Italia affronta sfide complesse. Le città storiche con strade strette e infrastrutture non uniformi rendono difficile l’adozione diffusa della guida autonoma. A queste si aggiungono questioni normative, come la responsabilità legale in caso di incidenti, ancora non completamente regolamentata a livello nazionale ed europeo.
Oggi le auto italiane arrivano al livello 2 di autonomia, con sistemi di assistenza alla frenata e alla traiettoria. La piena guida autonoma richiederà anni di sperimentazione, aggiornamenti tecnologici e adattamenti normativi, soprattutto nelle grandi città.
La mobilità autonoma promette una rete di veicoli connessi, capaci di dialogare tra loro e ottimizzare percorsi e sicurezza. L’adozione graduale, prima su strade dedicate o autostrade, permetterà di valutare l’impatto sulle città e sulla società, riducendo il numero di auto private in circolazione e aprendo la strada a un nuovo modello di mobilità sostenibile e condivisa.
Intervista cura di Stefano Birocchi – Vicedirettore di Radiolina
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