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Ep. 01 – Caso Manuela Murgia: dalle origini alla svolta giudiziaria Manuel Cozzolino
Le indagini sulla morte di Manuela Murgia, avvenuta a Cagliari nel 1995, si riaprono dopo nuovi accertamenti tecnici richiesti dalla famiglia. Le sorelle sostengono che “senza la consulenza del professor Demontis non si sarebbe mai potuti arrivare a questo punto”, indicando il ruolo decisivo della perizia che ipotizza una morte da investimento e non da caduta.

La memoria di Manuela continua a vivere nelle parole di Elisa e Anna, che descrivono una sorella vivace e ironica. Elisa ricorda che “le risate erano il pane quotidiano delle nostre giornate e riempivano tutta la casa”, mentre il racconto familiare riporta un clima di affetto interrotto bruscamente dalla tragedia.
Dopo il ritrovamento del corpo a Tuvixeddu, nel 1995, le indagini ipotizzarono inizialmente un omicidio, poi convertirono la tesi in morte accidentale. Anna sottolinea che “da bambine vivevamo un dolore continuo, perché nulla sembrava avvicinarci alla verità su nostra sorella”. La famiglia affrontò due archiviazioni fino alla riapertura del 2012, senza però ottenere sviluppi concreti.
Il medico legale Roberto Demontis ha individuato elementi incompatibili con una caduta da 30 metri, contestando la ricostruzione del 1995. Elisa spiega che “le incongruenze rilevate nell’autopsia originaria ci hanno dato la forza di chiedere una nuova valutazione”. Le indagini oggi considerano anche l’ipotesi di un investimento stradale, riaprendo il fascicolo a carico dell’ex fidanzato.
Il recente sopralluogo del RIS non ha individuato la parte mancante della fibbia dei pantaloni di Manuela. Anna afferma che “per noi era prevedibile, perché riteniamo quel luogo un punto di occultamento e non quello della morte”. Le tracce biologiche sugli abiti sono ottanta, ma poche risultano analizzabili dopo trent’anni.
L’incidente probatorio in corso definirà le cause della morte attraverso analisi biologiche, chimiche e merceologiche. Gli esiti sono attesi nelle prossime settimane. Elisa ribadisce che “la nostra fiducia è totale, perché ogni dettaglio può finalmente costruire per intero la verità che cerchiamo da trent’anni”.
A cura di Mariangela Lampis – giornalista di Videolina e Francesco Pinna – giornalista de L’Unione Sarda
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