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Il bilancio completo del ciclone Harry in Sardegna stage@radiolina.it
Il ciclone Harry ha colpito la Sardegna causando gravi danni a infrastrutture, ambiente e attività produttive, senza però provocare vittime o feriti grazie alla prevenzione istituzionale. «Quando la Protezione civile conta solo danni materiali e non vittime, possiamo dire che è andata bene», ha dichiarato Rosanna Laconi, assessore regionale alla difesa dell’ambiente.

I primi sopralluoghi indicano danni economici molto elevati, con stime che potrebbero raggiungere centinaia di milioni di euro, colpendo strade, scuole e siti di valore storico. «Parliamo sicuramente di centinaia di milioni di euro, solo il sito di Nora supera già i due milioni», ha spiegato l’assessora Laconi.
La Statale 195 si conferma vulnerabile alle mareggiate estreme, aprendo il dibattito sulla necessità di un’arteria alternativa più sicura e resiliente. «Forse è il momento di pensare seriamente a una strada alternativa alla 195 e completare la viabilità», ha affermato Rosanna Laconi.

La macchina della Protezione civile regionale è stata attivata con giorni di anticipo, grazie ad allerte meteo precise e al coinvolgimento capillare dei territori. «Dal 17 gennaio abbiamo convocato tutti i soggetti coinvolti e preparato la macchina esattamente per l’evento che si è verificato», ha sottolineato Laconi.
Durante l’emergenza sono stati effettuati migliaia di interventi, con il coinvolgimento massiccio di Protezione civile, vigili del fuoco, Corpo forestale e volontari. «Abbiamo schierato quasi duemila volontari e centinaia di operatori, una macchina imponente resa possibile dalla preparazione», ha detto l’assessora.
I sindaci e le prefetture hanno attivato rapidamente i centri operativi comunali e i centri di coordinamento dei soccorsi, garantendo una gestione efficace dell’emergenza. «Sono stati attivati 146 COC e tre CCS, dimostrando una risposta pronta e coordinata», ha evidenziato Rosanna Laconi.
Il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha affiancato la Regione con briefing quotidiani e sopralluoghi, assicurando una presenza costante dello Stato. «Il Dipartimento nazionale ci è stato vicino ogni giorno, con funzionari sul posto e il capo dipartimento in Sardegna», ha dichiarato Laconi.

Il monitoraggio delle dighe, in particolare Rio Posada e Flumendosa, ha evitato esondazioni grazie a svasamenti controllati ed evacuazioni tempestive. «La prevenzione ha giocato un ruolo decisivo, evitando danni gravi ai paesi a valle», ha spiegato l’assessora regionale.
La Regione lavora ora alla messa in sicurezza immediata e alla ricostruzione, valutando interventi strutturali per ridurre i rischi futuri. «Il ripristino della 195 è prioritario, ma serve completare l’arteria alternativa per una soluzione definitiva», ha affermato Laconi.
Il ciclone ha causato gravi danni ambientali, con erosione costiera e distruzione delle praterie di Posidonia, fondamentali per la protezione del mare. «Vedere il Poetto coperto dalle radici di Posidonia significa che la prateria è stata strappata via», ha concluso Rosanna Laconi.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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