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Custodes: il progetto dell’Università di Sassari contro la desertificazione Giuseppe Valdes
La desertificazione rappresenta una delle principali sfide ambientali per la Sardegna e per tutto il bacino del Mediterraneo. Per affrontare questo fenomeno, l’Università di Sassari ha avviato Custodes, un progetto che punta a coinvolgere cittadini, scuole, associazioni e agricoltori nella tutela del territorio e nella lotta ai cambiamenti climatici. A spiegare obiettivi e attività dell’iniziativa è stato Matteo Garau, ricercatore dell’Università di Sassari, intervenuto per raccontare il lavoro portato avanti dall’ateneo sassarese su un tema sempre più attuale.

L’Università di Sassari studia da anni il fenomeno della desertificazione attraverso un nucleo di ricerca interdipartimentale che coinvolge competenze provenienti sia dall’area agraria sia dalle scienze sociali. L’obiettivo è comprendere gli effetti del cambiamento climatico sul territorio e individuare strumenti efficaci per contrastarne le conseguenze.
Secondo Garau, il progetto Custodes nasce da una convinzione precisa: ogni cittadino può contribuire alla difesa del territorio e alla prevenzione della desertificazione. Per questo motivo il progetto si basa sul principio della collaborazione tra comunità scientifica e cittadini, promuovendo un approccio partecipativo alla sostenibilità ambientale.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda il coinvolgimento diretto della popolazione attraverso attività di divulgazione e partecipazione. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente il 17 giugno, in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, con l’obiettivo di sensibilizzare il territorio su un fenomeno che interessa sempre più da vicino la Sardegna.
Tra le attività previste figura la realizzazione di un documentario dedicato alla desertificazione e alla tutela del territorio, sviluppato in collaborazione con l’associazione Officine Condivise. Il progetto prevede inoltre la creazione di un originale strumento educativo destinato soprattutto ai più giovani.
Si tratta di un gioco da tavolo ambientato in Sardegna, nato grazie alla collaborazione con AGESCI Sardegna. Attraverso dinamiche ludiche e personaggi ispirati alla tradizione isolana, come le Janas e altri protagonisti del patrimonio culturale sardo, i partecipanti saranno chiamati a proteggere il territorio e contrastare simbolicamente la desertificazione.
L’obiettivo non è soltanto informare, ma soprattutto favorire una maggiore consapevolezza ambientale tra le nuove generazioni, aiutando bambini e ragazzi a comprendere le conseguenze dei cambiamenti climatici e il valore della tutela del territorio.
Secondo Garau, la sfida passa inevitabilmente attraverso la cultura e la conoscenza. Comprendere ciò che sta accadendo all’ambiente è infatti il primo passo per adottare comportamenti più sostenibili e contribuire alla salvaguardia delle risorse naturali.
Un altro pilastro del progetto Custodes riguarda il coinvolgimento diretto degli agricoltori sardi. L’iniziativa prevede infatti un’indagine sociologica dedicata al mondo agricolo, con l’obiettivo di raccogliere dati, opinioni ed esperienze sul tema della desertificazione e del cambiamento climatico.
Attraverso un questionario pubblicato sulla piattaforma del progetto, gli operatori del settore potranno esprimere il proprio punto di vista sulla gestione delle risorse naturali, sugli effetti della siccità e sulle possibili strategie di adattamento ai nuovi scenari climatici.
Per i ricercatori dell’Università di Sassari, gli agricoltori rappresentano infatti osservatori privilegiati dei cambiamenti che stanno interessando il territorio. Le loro esperienze possono offrire indicazioni preziose per comprendere come il clima stia modificando la produttività dei terreni e quali interventi risultino più efficaci per limitare i danni ambientali.
Secondo Matteo Garau, la lotta alla desertificazione richiede il contributo di tutti: istituzioni, comunità scientifica, imprese agricole e cittadini. Solo attraverso una collaborazione diffusa sarà possibile sviluppare strategie efficaci per proteggere il territorio e affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.
In questo contesto, Custodes si propone come un modello di partecipazione e innovazione, capace di unire ricerca scientifica, educazione ambientale e coinvolgimento delle comunità locali. Un progetto che guarda al futuro della Sardegna e alla necessità di costruire una maggiore resilienza di fronte agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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