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Interviste

Ep. 20 – Agricoltura in Sardegna: il futuro del settore secondo Copagri

micMichele Ruffi, Mario Putzolu, Giuseppe Patteritoday19 Maggio 2026 200 4

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Analisi dell’agricoltura in Sardegna tra ricambio generazionale, fondi europei e sfide climatiche

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    Ep. 20 – Agricoltura in Sardegna: il futuro del settore secondo Copagri Manuel Cozzolino

L’agricoltura in Sardegna attraversa una fase complessa tra aumento dei costi, difficoltà logistiche e nuove emergenze sanitarie che mettono sotto pressione le imprese del territorio. “Il momento è sempre difficile, tra emergenze e problemi di prospettiva che impongono alle aziende di restare competitive sui mercati, sottolinea Mario Putzolu di Copagri, evidenziando una crisi strutturale.

Michele Ruffi con Mario Putzolu e Giuseppe Patteri negli studi di Radiolina.

Un settore diviso tra eccellenze e fragilità

Il comparto agricolo sardo mostra una forte dualità tra aziende consolidate, capaci di esportare il Made in Sardegna, e realtà più piccole che faticano a strutturarsi. “Esistono imprese riconosciute sui mercati e altre sottostrutturate che dipendono dai fondi pubblici per migliorare efficienza e prospettive, spiega Putzolu, descrivendo un sistema disomogeneo.

Mario Putzolu e Giuseppe Patteri negli studi di Radiolina.

Agricoltura in Sardegna: spopolamento e carenza di giovani imprenditori

Uno dei problemi principali resta il calo demografico nelle aree interne, che incide direttamente sulla tenuta del sistema agricolo e sul futuro del settore. “In Sardegna abbiamo solo 16 giovani agricoltori su 100, contro i 35-40 necessari per un equilibrio secondo la Strategia 2030, afferma Putzolu, evidenziando un gap critico.

Come rendere le campagne attrattive per i giovani

Per invertire la tendenza è fondamentale rendere l’agricoltura più sostenibile economicamente e socialmente, creando condizioni favorevoli nei territori rurali. “I giovani restano se esiste una compatibilità economica e sociale nei territori, altrimenti le campagne continuano a svuotarsi, dichiara Giuseppe Patteri, indicando una priorità strategica.

Incentivi e nuove opportunità per l’imprenditoria agricola

Tra le misure disponibili emerge il sostegno all’insediamento giovanile attraverso strumenti europei e regionali che incentivano nuove attività agricole. “La misura SRE01 consente ai giovani tra 18 e 41 anni di avviare imprese agricole con contributi dedicati, spiega Patteri, sottolineando un’opportunità concreta.

Innovazione e formazione: leve decisive per il futuro

L’agricoltura moderna richiede competenze avanzate e l’utilizzo di tecnologie, rendendo fondamentale il ruolo della formazione e della specializzazione. La formazione è alla base, perché l’innovazione non può essere improvvisata ma deve essere supportata da competenze solide, afferma Patteri, evidenziando il cambiamento del settore.

Agricoltura in Sardegna: il nodo della remunerazione e dei servizi nei territori

Oltre all’innovazione, resta centrale il tema della redditività e della qualità della vita nelle aree rurali, spesso carenti di servizi essenziali. “Non si può fare impresa agricola in territori senza servizi come banche, medici o supermercati”, sottolinea Patteri, indicando un limite strutturale.

PAC e fondi europei: risorse importanti ma complesse

La Politica Agricola Comune rappresenta una fonte fondamentale di sostegno economico, ma spesso è accompagnata da difficoltà burocratiche. “In Sardegna arrivano circa 250 milioni annui per gli aiuti diretti e 800 milioni per lo sviluppo rurale, ma la gestione resta complessa”, spiega Putzolu.

Burocrazia e ritardi: il vero ostacolo alla dell’agricoltura in Sardegna

Le imprese agricole si trovano a fronteggiare procedure complesse e tempi lunghi che rallentano investimenti e sviluppo. “Ogni nuova programmazione promette semplificazione, ma ci troviamo con sistemi sempre più complicati”, denuncia Putzolu, evidenziando una criticità persistente.

Export e valorizzazione delle eccellenze locali

Il potenziale dell’agricoltura sarda è elevato, ma ancora poco espresso soprattutto sul fronte dell’export, che resta marginale rispetto alle possibilità. Esportiamo solo lo 0,3% a livello nazionale, nonostante prodotti di eccellenza come pecorino, vino e olio”, afferma Patteri, indicando un margine di crescita.

Clima e emergenze: un settore sempre più esposto

I cambiamenti climatici rappresentano una sfida crescente, con eventi estremi che mettono a rischio produzioni e allevamenti. “Il clima tropicalizzato causa danni continui tra siccità, alluvioni e gelate, con interventi istituzionali spesso tardivi, conclude Patteri, lanciando un ulteriore allarme.

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