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Monsignor Baturi: Bonaria e Sant’Efisio rilanciano comunità, giovani e speranza Fabio Leoni
Nel cuore della notte, il pellegrinaggio da Sinnai a Bonaria ha riunito fedeli di ogni età in un cammino carico di significato. Monsignor Baturi, arcivescovo di Cagliari ha ricordato la presenza di giovani, anziani e persone fragili, tutti uniti dalla stessa volontà partecipativa. Secondo l’arcivescovo, “questa è la notte che viene attraversata da un popolo che canta”, immagine simbolica di fraternità condivisa. L’evento del centenario conferma come le tradizioni religiose sarde restino occasioni vive di identità, solidarietà e speranza collettiva.

Nel corso dell’intervista, Monsignor Baturi ha indicato nell’individualismo una delle fragilità più evidenti della società contemporanea occidentale. L’arcivescovo ha spiegato che isolamento e chiusura personale finiscono spesso per spegnere energie civili e relazioni autentiche. Con parole nette ha affermato: “l’individualismo a poco a poco genera solitudine e impotenza”, lanciando un forte richiamo sociale. Per Baturi, sentirsi parte di un popolo significa assumersi responsabilità concrete e prevenire derive di violenza diffusa.
Parlando ai giovani sardi, Monsignor Baturi ha invitato a non lasciarsi bloccare dalla paura di sbagliare strada. Secondo il presule, molte esitazioni nascono dal timore del futuro e dalla rinuncia a scegliere con coraggio. Per questo ha detto chiaramente: “bisogna gettare ponti verso la realtà”, aprendosi agli altri e ricominciando sempre. In vista di Sant’Efisio, il messaggio conclusivo resta luminoso: “la vita è un gran dono” da custodire insieme.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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