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Su Maistu, il film su Luigi Lai: Cabiddu racconta l’anima della Sardegna tra musica e memoria

micPaola Pilia e Gianfranco Cabiddutoday4 Maggio 2026 17

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Su Maistu e Luigi Lai: il documentario di Cabiddu tra tradizione, arte e identità sarda

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    Su Maistu, il film su Luigi Lai: Cabiddu racconta l’anima della Sardegna tra musica e memoria Fabio Leoni

Il documentario Su Maistu racconta la vita di Luigi Lai intrecciandola con la storia della Sardegna, offrendo uno sguardo profondo sulla tradizione musicale dell’isola. Il regista Gianfranco Cabiddu spiega chiaramente l’intento del progetto, dichiarando: “Il mio intento era quello di sottolineare la capacità che un’arte può avere di incontrare il mondo a testa alta”. Il film si inserisce nel contesto della festa di Sant’Efisio, simbolo identitario e culturale profondamente radicato nella comunità locale.

Su Maistu, Luigi Lai

Dalla guerra all’emigrazione

Il percorso di Luigi Lai attraversa quasi un secolo di storia, partendo dall’infanzia segnata dalla guerra fino all’esperienza dell’emigrazione, elemento centrale del racconto cinematografico. Cabiddu sottolinea questo aspetto affermando: “Luigi farà novantaquattro anni e la sua è una storia personale che attraversa quasi un secolo”. Costretto a lasciare l’isola per lavorare in Svizzera, Lai evita il destino di minatore, trasformando la musica in una missione culturale. Il ritorno in Sardegna segna l’inizio di un impegno decisivo per salvaguardare le launeddas e rilanciarle nel panorama internazionale.

Tradizione orale e riconoscimenti

Il documentario valorizza la tradizione orale sarda, evidenziando il ruolo di Luigi Lai come custode di un sapere tramandato senza scrittura, ma attraverso pratica e memoria collettiva. Cabiddu, con formazione da etnomusicologo, afferma: “Luigi Lai incarna perfettamente la nostra tradizione orale, che si tramanda di bocca in bocca”. Il riconoscimento della Università di Bologna con una laurea honoris causa conferma il valore universale di questa arte. La musica delle launeddas emerge come espressione dell’anima, non solo tecnica, ma respiro continuo che unisce corpo, cultura e identità.

Il rapporto vivo con il pubblico

Uno degli aspetti più affascinanti del film è il legame diretto tra Luigi Lai e il pubblico, elemento essenziale per comprendere la sua arte e il suo approccio musicale. Il regista sottolinea: “La sua arte si esprime quando ha di fronte un pubblico che lo ascolta, ed è lì che nasce l’improvvisazione”. La scelta di produrre pochi dischi riflette questa dimensione performativa, dove la musica vive nel momento e nella relazione con chi ascolta. Le launeddas diventano così strumento di dialogo, profondamente legato al corpo, al ballo e alla partecipazione collettiva.

Gianfranco Cabiddu, regista (foto Fb Cabiddu)

Un film tra successi e difficoltà

Nonostante il riconoscimento ottenuto al Festival Internazionale di Bari, la distribuzione del documentario rappresenta ancora una sfida significativa per il cinema indipendente italiano. Cabiddu evidenzia questa criticità dichiarando: “La distribuzione in Italia è difficile e senza supporto è quasi impossibile raggiungere il pubblico nazionale e internazionale”. La proiezione speciale a Cagliari, con artisti come Paolo Fresu, Elena Ledda e Gavino Murgia, ha rappresentato un momento simbolico. Il film resta un esempio di eccellenza culturale che meriterebbe maggiore visibilità internazionale.

Intervista a cura di Paola Pilia

Caffè Corretto del 04-05-2026

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