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Radiolina Grande più di un'isola
micStefano Birocchi, Francesco Abatetoday13 Maggio 2026 11
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Moti del pane: Cagliari ricorda la rivolta popolare a 120 anni dai fatti Giuseppe Valdes
A 120 anni dai moti del pane del 1906, Cagliari riporta al centro della memoria collettiva una delle pagine più drammatiche della sua storia. Le proteste popolari nacquero contro il carovita, l’aumento dei prezzi e le difficili condizioni di lavoro. La repressione fu durissima: ci furono due morti, centinaia di feriti e oltre 700 arresti.

Per ricordare quei fatti, il Comune di Cagliari ha organizzato una serie di eventi culturali e iniziative commemorative. Il progetto coinvolge l’Università degli Studi di Cagliari, il Conservatorio di Cagliari, Rete Ferroviaria Italiana e la Fondazione di Sardegna.
Tra i protagonisti dell’iniziativa c’è anche Francesco Abate. Lo scrittore da anni racconta nei suoi romanzi la Cagliari di inizio Novecento. Abate ha spiegato che l’obiettivo è colmare il lungo silenzio storico sui moti del 1906, troppo spesso rimasti confinati agli ambienti accademici.
Le proteste del maggio 1906 scoppiarono in una città segnata dalla povertà e dall’aumento del costo della vita. A guidare la mobilitazione furono soprattutto le sigaraie della Manifattura Tabacchi. Erano circa 600 giovani lavoratrici costrette a condizioni molto dure, con salari bassissimi e ambienti di lavoro insalubri.
Secondo Francesco Abate, tutto iniziò dopo alcune richieste avanzate dalle lavoratrici per ottenere condizioni più dignitose. Le richieste vennero ignorate. Da lì partirono scioperi e manifestazioni che coinvolsero rapidamente tutta la città.
La risposta dello Stato fu immediata e violenta. Le forze dell’ordine usarono i fucili contro i manifestanti, come era già successo due anni prima a Buggerru. Durante gli scontri morirono due giovani lavoratori, uno di 16 e uno di 18 anni. Decine di persone rimasero ferite.
Il bilancio finale fu pesantissimo. Ci furono oltre 700 arresti, mesi di carcere preventivo e diversi suicidi tra i detenuti. Dopo 14 mesi gli imputati vennero assolti, ma la città restò profondamente segnata da quella repressione.
Le iniziative partiranno il 14 maggio con il convegno “Pane e fucili: fra protesta e repressione. Il maggio cagliaritano del 1906”. L’incontro si terrà nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Cagliari dalle 10.30.
Parteciperanno storici, studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane. L’obiettivo è approfondire il significato storico e sociale dei moti cagliaritani. Secondo Francesco Abate, queste celebrazioni non devono essere solo commemorative. L’idea è creare una “memoria viva”, capace di parlare anche alle nuove generazioni.
Tra le iniziative più originali c’è il contest promosso dal Conservatorio di Cagliari. Il concorso è aperto ai musicisti under 35 e punta a creare una composizione ispirata ai canti delle sigaraie. Il progetto vuole trasformare il ricordo storico in qualcosa di attuale attraverso musica, creatività e partecipazione. Le composizioni potranno spaziare tra diversi generi musicali, dal folk al rap. I vincitori riceveranno un premio in denaro e potranno esibirsi durante la serata finale del 2 ottobre al Conservatorio di Cagliari.
Il 15 maggio si terrà uno dei momenti più simbolici delle celebrazioni. Le scalette tra viale Regina Margherita e via Roma saranno intitolate alle Sigaraie della Manifattura Tabacchi. Sarà così creato un luogo pubblico dedicato alla memoria delle protagoniste della protesta. L’amministrazione comunale ha invitato i discendenti delle sigaraie a partecipare alla cerimonia e a condividere testimonianze e racconti familiari.
Subito dopo verrà scoperta una targa commemorativa alla stazione ferroviaria di Cagliari, nel punto in cui vennero uccisi i due giovani manifestanti durante gli scontri del 1906. Per Francesco Abate si tratta di un passaggio importante. L’obiettivo è creare luoghi della memoria capaci di raccontare una storia troppo a lungo dimenticata.
Le iniziative proseguiranno alle 11.30 nel cortile di Palazzo Bacaredda. Qui Francesco Abate sarà protagonista di una narrazione storica pubblica dedicata ai moti del pane e alla Cagliari di inizio Novecento. Lo scrittore ricostruirà quei giorni attraverso documenti, testimonianze e racconti popolari. Al centro ci saranno le storie delle lavoratrici, dei manifestanti e delle famiglie coinvolte nella repressione.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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today13 Maggio 2026 12 2
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