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Interviste

Sclerosi multipla: “La Sardegna tra le aree con più casi al mondo”

micSimona De Francisci, Eleonora Coccotoday28 Maggio 2026 18

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Sclerosi multipla in Sardegna: perché l’Isola registra uno dei tassi più alti al mondo

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    Sclerosi multipla: “La Sardegna tra le aree con più casi al mondo” Giuseppe Valdes

La Sardegna continua a registrare uno dei più alti tassi di sclerosi multipla al mondo. Una condizione che da anni richiama l’attenzione della comunità scientifica internazionale e che, secondo gli specialisti, nasce dall’intreccio tra predisposizione genetica e fattori ambientali.

Sclerosi multipla

Perché la Sardegna ha così tanti casi di sclerosi multipla?

A spiegare il fenomeno è Eleonora Cocco, primario di Neurologia dell’Ospedale Binaghi di Cagliari: “La sclerosi multipla è una malattia multifattoriale. Significa che esiste una componente genetica importante, legata anche alla particolarità della popolazione sarda, considerata un isolato genetico per via dell’insularità”.

Ma la genetica da sola non basta a spiegare l’elevata diffusione della patologia. “Alla predisposizione genetica si sommano fattori ambientali che favoriscono l’insorgenza della malattia. Nessuno di questi elementi, però, è sufficiente singolarmente: è la loro combinazione a determinare il rischio”.

La sclerosi multipla colpisce prevalentemente giovani adulti, con conseguenze importanti sulla vita sociale, lavorativa e familiare. In Sardegna il numero delle persone affette continua a crescere, aumentando la pressione sul sistema sanitario regionale.

Diagnosi precoce e nuove terapie: perché intervenire subito cambia la prognosi

Secondo la direttrice della Neurologia del Binaghi, il Servizio sanitario sardo continua a garantire assistenza specializzata, nonostante le difficoltà legate all’aumento dei pazienti.

La struttura di Neurologia diretta da Eleonora Cocco è interamente dedicata alla cura delle persone con sclerosi multipla: “Facciamo il massimo per garantire la migliore assistenza possibile. Oggi abbiamo a disposizione terapie innovative capaci di rallentare l’evoluzione della malattia e ridurre il rischio di disabilità”.

Un ruolo decisivo lo gioca la diagnosi precoce. Negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi criteri diagnostici che consentono di individuare la patologia anche in persone che eseguono una risonanza magnetica per motivi differenti: “Prima interveniamo, prima possiamo proteggere il sistema nervoso e prevenire l’insorgenza della disabilità”, sottolinea la neurologa.

L’attenzione è alta anche sulle forme pediatriche, sempre più studiate dalla medicina specialistica. Nei bambini, spiega Cocco, la diagnosi precoce assume un valore ancora maggiore perché le forme pediatriche sono più vicine all’esordio biologico della malattia e possono rispondere meglio ai trattamenti tempestivi.

Tra i sintomi più frequenti figurano disturbi della sensibilità, formicolii, alterazioni della vista, problemi di equilibrio, vertigini, debolezza o sensazione di avere un arto più pesante. In presenza di segnali di questo tipo, il consiglio degli specialisti è rivolgersi al medico di famiglia o al pediatra, che potranno indirizzare verso gli accertamenti neurologici necessari.

Virus Epstein-Barr, vitamina D e genetica: cosa dice oggi la ricerca sulla sclerosi multipla

Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata sul ruolo del virus Epstein-Barr, noto anche come responsabile della cosiddetta “malattia del bacio”. La domanda che molti si pongono è se la sclerosi multipla possa essere considerata una malattia virale. La risposta, chiarisce Eleonora Cocco, è no.

“Non possiamo definire la sclerosi multipla una patologia virale. Il virus Epstein-Barr rappresenta però uno dei principali fattori predisponenti studiati dalla ricerca”. La quasi totalità delle persone con sclerosi multipla risulta positiva al virus, ma questo non significa che tutti i soggetti entrati in contatto con Epstein-Barr svilupperanno la malattia.

Secondo gli specialisti, il virus si inserisce in un quadro molto più complesso che comprende predisposizione genetica, carenza di vitamina D, fattori alimentari e altri elementi ambientali.

La ricerca sta valutando anche possibili strategie preventive, inclusi studi sui vaccini contro il virus Epstein-Barr. Tuttavia, ribadisce la primaria del Binaghi, la sclerosi multipla deve essere considerata una malattia multifattoriale, nella quale nessun singolo fattore riesce da solo a spiegare l’insorgenza della patologia.

 

 

Intervista a cura di Simona De Francisci

La Strambata del 28-05-2026

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