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Cefalee ed emicrania, gli specialisti del Brotzu: nuove terapie e prevenzione cambiano la gestione del dolore Fabio Leoni
Le cefalee rappresentano una delle patologie neurologiche più diffuse e spesso sottovalutate, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla produttività quotidiana delle persone coinvolte. Dottor Gianni Cossu sottolinea che “l’emicrania non è un semplice mal di testa, ma è una vera malattia neurologica“, con importanti conseguenze cliniche. Dal presidio del Brotzu di Cagliari emerge la necessità di diagnosi precoci e percorsi terapeutici strutturati per ridurre cronicizzazione e disabilità nei pazienti. Questo approccio consente di inquadrare meglio la patologia e migliorare l’accesso a cure efficaci, riducendo il ricorso improprio all’automedicazione nei pazienti neurologici.

Negli ultimi anni l’approccio terapeutico alle cefalee è profondamente cambiato, passando dalla sola gestione del dolore acuto alla prevenzione delle crisi e alla riduzione della frequenza. Dottor Cossu afferma che “oggi esistono farmaci innovativi che hanno cambiato la storia naturale della malattia“, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Accanto alle terapie farmacologiche, vengono utilizzate anche tossina botulinica e strategie non farmacologiche basate su stile di vita e prevenzione. Il messaggio centrale è che la malattia può essere gestita efficacemente, evitando rassegnazione e limitazioni permanenti nella vita quotidiana dei pazienti.
Il medico di medicina generale rappresenta il primo punto di contatto per i pazienti con cefalea, svolgendo un ruolo chiave nella valutazione iniziale dei sintomi. Dott.ssa Valentina Oppo spiega che “la cefalea tensiva è la forma più comune e spesso legata a stress”, richiedendo valutazione differenziata. Il medico di famiglia può indicare terapie analgesiche iniziali e, nei casi più complessi, inviare il paziente allo specialista neurologo. Questa collaborazione tra medicina territoriale e centri specialistici migliora appropriatezza diagnostica e riduce tempi di accesso alle cure neurologiche nei pazienti.
In Sardegna, come evidenziato dagli specialisti del Brotzu, l’accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici per le cefalee presenta ancora diverse criticità organizzative. Dott.ssa Oppo evidenzia che “le difficoltà organizzative impattano più della malattia stessa sulla qualità di vita dei pazienti”, limitando l’accesso alle cure. Un’organizzazione più chiara dei percorsi assistenziali può snellire le liste d’attesa e garantire cure specialistiche ai casi realmente più complessi. Il rafforzamento del ruolo del medico di famiglia resta fondamentale per migliorare sostenibilità e accessibilità del sistema sanitario regionale locale.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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